Chefchaouen: blu, mercati artigianali e trekking in Rif
Chefchaouen è un piccolo gioiello blu dove i mercati artigianali e i trekking del Rif convivono senza sforzo. La primavera, soprattutto aprile e maggio, è il momento ideale: il clima è mite, le giornate sono lunghe e la vegetazione dei sentieri è al suo massimo. Per arrivare, l’opzione più pratica è volare a Tangeri e poi prendere un autobus diretto di circa quattro ore; in alternativa, il treno da Fez a Ouezzane, seguito da un taxi, è più avventuroso ma richiede più coordinazione. Una volta in città, le strade sono pedonali, quindi basta camminare o noleggiare una bicicletta elettrica per gli spostamenti dentro il centro.
Il budget si colloca nella fascia medio: ostelli e guesthouse a partire da 15 € a notte, pasti di strada intorno a 5 €, ma ristoranti più curati possono far lievitare il conto a 30 € per serata. Un soggiorno di tre giorni è sufficiente per esplorare la medina, fare il mercato dei tessuti e dedicare una giornata al trekking verso la cascata di Akchour.
Da non perdere è la visita al souk dei tappeti, dove i negozianti mostrano ancora le tecniche di tessitura tradizionale, e il sentiero di Rif che porta al Rif Viewpoint, perfetto per foto senza la consueta folla. Da evitare è la zona del bazar principale durante il weekend di Pasqua: la folla è talmente densa da rendere difficile muoversi e i prezzi dei souvenir salgono ingiustificatamente.
Un aspetto negativo è la scarsa copertura Wi‑Fi nella parte più alta del borgo; segnali intermittenti possono frustrante chi ha bisogno di connessione costante. Un trucco che non compare nelle guide è quello di salire al piccolo caffè “Casa al Zaatar” prima dell’alba: la luce dorata sul marmo blu e la tranquillità assoluta offrono una vista panoramica sul Rif che rimane impressa molto più a lungo di una semplice foto.