Fez low cost: medina, mercati colorati e cucina da strada
Fez low cost è assolutamente fattibile se ci si concentra su medina, mercati colorati e cucina da strada.
Budget generale: economico. Con ostello, mezzi pubblici e street food si può girare intorno ai 30 €/giorno, più qualche extra per i trasporti internazionali.
Come arrivare: da Torino si parte con un volo low‑cost per Marrakech (circa 45 € in offerta primaverile) e poi un autobus diretto a Fez (12 €). In alternativa, treno per Milano, volo per Casablanca e bus interno, ma il primo itinerario è più veloce. Una volta in città, la medina è percorribile a piedi; per spostarsi verso le periferie si usano i piccoli taxi rossi (costo fissato a 2 € per breve tratta).
Tempo consigliato: tre giorni completi sono sufficienti per dare un’idea autentica, ma quattro permettono di assaporare anche le zone meno turistiche.
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Giorno 1 – Immersione nella medina
Mattina: ingresso da Bab Boujloud, perdita di senso dell’orientamento nella rete di vicoli; visita al souk dei tessuti, dove i prezzi si contrattano al volo di un colpo di mano. Pranzo: un piatto di “bocadillo” di sardine fritte servito da un venditore con una piccola tenda rossa; paga 2 €. Pomeriggio: visita alla madrasa Bou Inania (ingresso 4 €) e poi al cimitero ebraico, spesso trascurato dalle guide. Sera: cena al “café al‑khal”, specialità di “harira” servita in un bicchiere di plastica, 1,5 €.
Giorno 2 – Mercati e street food
Mattina: mercato dei fiori di Talaa Kebira, dove le rose fresche costano meno di un centesimo al grammo; ottimo per scattare foto profumate. Colazione: “msmen” con miele in una piccola panetteria al piano di sopra del bazar, consigliata perché apre alle 6 am e le porzioni sono abbondanti (1 €). Dopo, visita al laboratorio di ceramica di Moulay Idriss, dove si può vedere la produzione in tempo reale senza pagare il sovrapprezzo dei tour organizzati. Pranzo: “sfenj” (ciambelle fritte) con un po’ di harissa, 0,80 €. Pomeriggio: passeggiata fino alla piazza al‑Mansur, dove il brusio delle voci è quasi una sinfonia. Sera: street food di “taftouka” con pane di segale – trovi il miglior sapore al banco più nascosto vicino al minareto, non segnalato nelle guide.
Giorno 3 – Fuori dalla medina
Mattina: autobus locale (1 €) verso la valle di Zagan, per vedere le rovine romane senza folla. Pranzo al sacco con “kebda” acquistata al mercato di prima mattina. Pomeriggio: ritorno in città, visita al museo Dar Batha (ingresso 3 €). Sera: ultimo pasto di “bocadillo” di carne di cammello in un chiosco lungo la strada di Bab et‑Talae, 2 €.
Giorno 4 – Bonus opzionale
Treno locale (2 €) per Meknes, per un’escursione di un giorno, ma se il tempo è limitato meglio restare a Fez e godersi un’ultima serata nei “café dei musicisti”, dove il suono del oud è reale, non registrato.
Aspetto negativo: la medina è un labirinto di odori intensi; il profumo di spezie è meraviglioso ma a volte la puzza di scarico nei vicoli più stretti può risultare fastidiosa, soprattutto al pomeriggio. Inoltre, i pickpocket sono esperti; tenere il portafoglio in tasca interna è fondamentale.
Consiglio poco noto: per una colazione davvero autentica, entra nella “pasta di mandorla” del laboratorio di pasticceria al quarto piano del souk dei cuoieria, aprono prima di tutti e la cioccolata calda è preparata con pistacchi locali, un vero segreto dei residenti.
Con questi accorgimenti il viaggio resta entro il budget economico, senza rinunciare a sapori, colori e quell’atmosfera che solo Fez sa regalare.