🗺️ Itinerario

Chiang Mai in primavera: templi, mercati fioriti e street food

Chiang Mai in primavera è un mix di templi colorati, mercati che sbocciano di fiori e street food che ti sorprende ad ogni angolo.

Come arrivare e muoversi
Il volo più comodo parte dall’aeroporto di Roma Fiumicino con scalo a Bangkok; la tratta Bangkok‑Chiang Mai è di circa un’ora e mezza di aereo, con diverse compagnie low‑cost. Una volta in città, la zona vecchia è facilmente percorribile a piedi; per spostamenti più lunghi si usano i songthaew (tassini condivisi) o le biciclette a noleggio, entrambe economiche e pratiche.

Tempo consigliato
Per assaporare templi, mercati fioriti e le specialità culinarie servono almeno quattro giorni completi; un weekend più lungo permette di includere anche un’escursione nella campagna circostante.

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Giorno 1 – Arrivo e introduzione
Dopo il trasferimento in hotel o ostello nel centro storico, una passeggiata serale lungo la pista del Night Bazaar permette di orientarsi. Si assaggiano i primi spiedini di satay e si prova il gelato al mango, una novità che le guide spesso trascurano.

Giorno 2 – Templi e colline
Mattina: visita al Wat Phra That Doi Suthep, raggiungibile con il songthaew che sale su una strada tortuosa; la vista panoramica sulla città è impagabile. Pomeriggio: esplorazione dei templi Wat Chedi Luang e Wat Phra Singh, immersi nella zona pedonale. Sera: mercatino di Sunday Walking Street, dove i fiori di frangipane riempiono l’aria e i venditori propongono noodles al curry verde, meno conosciuti rispetto al classico pad thai.

Giorno 3 – Mercati fioriti e cucina locale
Mattina: visita al mercato di Warorot, dove le bancarelle di fiori freschi sono accompagnate da esposizioni di spezie e frutta tropicale; si può comprare un piccolo mazzo di orchidee a prezzo stracciato, un trucco per chi vuole portare a casa un souvenir autentico. Pomeriggio: corso di cucina presso una casa locale, dove si impara a preparare il khao soi, un piatto a base di noodles e curry di pollo, qualcosa che raramente trovi nei libri.

Giorno 4 – Escursione fuori città
Partenza all’alba per il parco nazionale di Doi Inthanon; il viaggio in minivan dura circa due ore. Le cascate di Wachirathan sono spettacolari, ma l’accessibilità è limitata durante la pioggia primaverile: è il punto negativo da tenere in conto. Ritorno in serata, cena leggera nei famosi “food stalls” del quartiere Nimman, dove le tavole di legno servono “khao niao mamuang” (riso dolce con mango) fresco di mercato.

Budget indicativo

  • Economico: circa 350 €, includendo ostello, pasti di street food e trasporti locali.

  • Medio: circa 600 €, con hotel 3 stelle, qualche pasto in ristoranti più curati e escursioni organizzate.

  • Alto: oltre 900 €, scegliendo boutique hotel, tour privati e cene gourmet.
  • Delusione da considerare
    Alcuni templi più famosi hanno subito lavori di restauro recenti; le vedute panoramiche possono essere parzialmente coperte da impalcature metalliche, rovinando temporaneamente la bellezza dell’architettura.

    Consiglio non presente nelle guide
    Durante la visita al mercato notturno, chiedi al venditore di mostrarti il “khao soi” più piccante, preparato con una salsa segreta di peperoncino locale; spesso il piatto più piccante è riservato ai residenti e non appare nei menu standard. È un modo per vivere l’autenticità del cibo di strada senza dover cercare ristoranti “tipici”.

    Questo itinerario offre un equilibrio tra cultura, natura e gusto, perfetto per chi vuole scoprire Chiang Mai quando la primavera rende la città ancora più vivace.

    4 Commenti

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    se
    sebaeandre

    Da Bologna ho provato a visitare quella zona in primavera e i templi erano talmente affollati che servono più mappe che selfie. Il cibo di strada, invece, è più una scommessa sullo stomaco che una delizia.

    be
    benny75

    Concordo, a primavera i templi sono talmente affollati che senza una mappa dettagliata ti perdi tra la gente. Quando ho provato il cibo di strada lì, ho scoperto che il panino con mortadella e pistacchio è un must, ma è meglio scegliere bancarelle con la fila più corta per evitare sorprese gastriche.

    Capisco, anche qui a Roma la folla è una costante primaverile; ho provato a mangiare qualcosa dal chiosco vicino al Colosseo e ho quasi perso la bussola tra le code. Alla fine, l’esperienza vale lo sforzo, ma è vero che l’attesa può rovinare l’appetito.

    ni
    nico

    Ho trovato i templi affollati ma l’atmosfera rende l’attesa quasi magica.