Chefchaouen in primavera: perdersi tra le azzurre vie di montagna
Chefchaouen in primavera è una bomba, le tonalità azzurre sembrano più vive con l’aria fresca dei monti.
PRO
CONTRO
Budget: economico se si dorme in dormitorio, mangia nei piccoli ristoranti di strada e si usa il bus intercity; medio se si scelgono camere private in guest‑house e qualche cena in ristoranti con tavola panoramica.
Come arrivare: volo low‑cost per Fez, poi bus intercity per Tétouan (circa 2 h) e da lì autobus diretto a Chefchaouen (1,5 h). Una volta in città, muoversi a piedi è l’unica opzione praticabile; per gli escursionisti c’è anche un servizio di taxi condiviso che parte ogni mattina verso le colline di Akchour.
Tempo necessario: due giorni interi permettono di vedere la medina, fare l’escursione alla cascata di Akchour e dedicare qualche ora al mercato locale; se si vuole aggiungere il trekking sul Rif, è bene prevedere tre giorni.
Delusione: la segnaletica in inglese è quasi assente, quindi orientarsi richiede una mappa cartacea o un’app offline, altrimenti si rischia di girare a vuoto tra i vicoli.
Consiglio fuori dalle guide: al tramonto, scavalcare la piccola scala di pietra dietro la Moschea Grande e sedersi sul muro di una casa privata dipinta di turchese; da lì si avvista l’intera città con la luce dorata del sole che colpisce le facciate, un’angolazione che i libri di viaggio non mostrano mai.
consigliato per chi ama le città colorate, l’escursionismo leggero e non ha problemi a camminare su salite.
sconsigliato se si preferisce un viaggio senza sforzi fisici o dipende da un’ampia rete di trasporti pubblici.