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Weekend di primavera in Montenegro: Kotor, baia e trekking

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fra90

Un weekend di primavera a Kotor è l’ideale per chi vuole combinare la baia mozzafiato e un po’ di trekking. Partendo da Bologna, il viaggio inizia con un volo low‑cost verso Tivat; l’aeroporto è a 30 km dalla città vecchia e un minibus condiviso costa circa 8 €. In alternativa, il treno fino a Trieste e poi la corsa in autobus per Budva è più lento ma consente di risparmiare qualche euro e di vedere qualche paesaggio in più. Una volta arrivati, il modo più pratico per girare è noleggiare una scooter elettrica per 15 € al giorno: parcheggiare è facile e le stradine di pietra non temono il rumore di un motore.

Il tempo necessario per godersi Kotor è di due giorni pieni: il primo per il borgo, le mura e la baia, il secondo per il trekking verso il fortino di San Giovanni e un'escursione sul sentiero che porta a la zona di Vrmac. Con un ritmo tranquillo, il giro completo richiede circa 12 h di camminate distribuite su due giornate.

Il budget si colloca nella fascia medio: alloggio in un boutique B&B a 60 € a notte, pasti in taverne locali per 12‑15 € a pasto, e trasporti come indicato sopra. Chi vuole stringere la cinta può optare per ostelli a 25 € e per la cucina in auto‑servizio.

Cosa non perdere? La vista dal forte di San Giovanni al tramonto, il caffè al bar “Piazza” con la terrazza affacciata sulla baia, e il sentiero poco battuto che porta al monastero di Reževići, dove si può sorseggiare un rakija artigianale con i locali.

Da non fare: prenotare l’ultimo traghetto per la vicina Perast senza controllare gli orari; la frequenza riduce drasticamente la sera e si rischia di rimanere bloccati nella zona del porto. Inoltre, le guide turistiche tendono a ignorare il piccolo mercato del sabato mattina a Kotor, dove si trovano prodotti freschi e souvenir fatti a mano a prezzi più onesti.

Una delusione è il Wi‑Fi dei caffè sul lungomare: spesso è più lento di una sedia a rotelle in salita, quindi è meglio scaricare le mappe offline prima di arrivare.

Consiglio extra: portare una borraccia termica e riempirla al punto di rifornimento dell’acqua potabile vicino al ponte di Daru Varos; l’acqua è fresca, gratis e la bottiglia di plastica si può riutilizzare per il trekking sul Monte Lovćen, dove le sorgenti sono purissime.

4 Commenti

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Ho provato quel percorso, ma le strade sono piene di turisti, niente tranquillità.

Capisco, anch'io ho trovato la zona troppo affollata, cerco alternative più calme.

g7
giova_74

Io ho visto quella zona brulicare di gente, non c’è nessuna tranquillità.

fr
fra90

Ah, la folla è come una salsa di pomodoro: ti avvolge, ma ti fa venire l’acquolina! Prossima volta porto una tenda da campeggio in centro, così almeno ho il mio spazio personale