Quali templi nascosti esplorare a Chiang Mai in primavera
I templi nascosti da non perdere a Chiang Mai in primavera sono Wat Phra That Doi Saket, Wat Umong, Wat Suan Dok, Wat Pha Lat e le rovine di Wi‑Kum Kum, tutti fuori dai circuiti turistici più affollati.
Io arrivo in aereo all’aeroporto di Chiang Mai, poi prendo un songthaew o un motorino a noleggio per spostarmi: il costo giornaliero del motorino è intorno ai 5 euro, il songthaew è ancora più economico se si condividono i costi con altri viaggiatori. Per raggiungere Doi Saket è più veloce prendere un bus locale verso la stazione di San Kamphaeng, poi una breve corsa in moto; per Wat Umong invece basta una sosta in centro e una camminata di cinque minuti verso il bosco di bambù.
Il budget è decisamente economico: alloggio in ostello da 8 euro a notte, pasti di strada tra i 2 e i 4 euro, ingressi ai templi gratuiti o con una piccola donazione. Se si vuole un po’ più di comfort, una camera privata in guesthouse costa intorno ai 20 euro, ma non è necessario per vedere questi luoghi.
Per vedere tutti e cinque i siti servono almeno due giorni interi, meglio distribuire le visite: giorno 1 Wat Phra That Doi Saket e Wat Pha Lat, giorno 2 Wat Umong, Wat Suan Dok e Wi‑Kum Kum. In primavera il clima è mite, ma le piogge occasionali possono rendere scivolose le passerelle di legno di Wat Umong, quindi è bene portare scarpe antiscivolo.
Una delusione è che Wi‑Kum Kum è quasi sempre in fase di restauro, quindi parte delle strutture è chiusa al pubblico e molte informazioni sono scarse.
Un consiglio che non trovi nelle guide: chiedi a un monaco di Wat Suan Dok di mostrarti il piccolo giardino zen dietro al tempio, è un angolo silenzioso dove si può meditare in totale tranquillità, lontano dal flusso dei turisti. Porta con te una borraccia riutilizzabile: nelle zone più remote non ci sono punti di rifornimento e l’acqua del rubinetto è buona, così risparmi e fai meno plastica.