Il fascino rustico di Tbilisi: cibo, arte e mercati
Il fascino rustico di Tbilisi è evidente nei piatti di carne affumata che si scontrano con i dolci a base di melograno, nei murales che ricoprono le facciate dei quartieri vecchi e nei mercati dove le bancarelle di spezie e frutta secca creano un profumo quasi tangibile. Io mi sono organizzato con un budget medio: un volo low‑cost dall’Europa dell’est può costare intorno ai 100 €, l’alloggio in un boutique‑hostel di centro si aggira sui 30‑40 € a notte, i pasti nei bistrot locali vanno da 5 € a 12 € a portata di mano. Arrivare è semplice: l’aeroporto di Shota Rustaveli è collegato al centro con la metropolitana (linea 1) e con una navetta condivisa che parte ogni 20 minuti; dal centro si può spostare tranquillamente a piedi o con il sistema di minibus “marshrutka”, che è economico e veloce, se si accetta il ritmo un po’ caotico. Per assaporare il mix di arte, cibo e mercati bastano tre‑quattro giorni intensi; il primo giorno dedicato al quartiere di Sololaki, il secondo a una visita al mercato di Dezerter e al museo d’arte contemporanea, il terzo alle colline di Mtatsminda e alle piccole gallerie di arte urbana. Un aspetto negativo è la segnaletica in inglese, spesso scarsa, che rende difficile orientarsi fuori dal centro, soprattutto se si vogliono esplorare i quartieri più periferici. Un consiglio che raramente appare nelle guide è quello di alzarsi molto presto il sabato e dirigersi verso la panetteria “Kakheti” in Via Shavteli: il pane appena sfornato, caldo e profumato, è venduto solo per una breve finestra mattutina, ma è il modo più autentico per capire perché gli abitanti considerano il pane un vero rituale quotidiano.