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Cucina di strada e templi nascosti: 5 giorni a Chiang Mai

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nomadico_82

Cinque giorni a Chiang Mai sono più che sufficienti per assaporare la cucina di strada e scoprire i templi più nascosti. Il budget può rientrare nella fascia medio: voli internazionali da Roma a Bangkok, poi un volo interno a Chiang Mai intorno ai 70 €, alloggio in guesthouse o boutique hotel tra 20 e 40 € a notte, pasti di street food da 2 a 5 € a portata di mano, e spostamenti in songthaew o noleggio bici per qualche euro al giorno.

Arrivare è semplice: partenza da Roma con un volo verso Bangkok, trasferimento in aeroporto di Suvarnabhumi, poi collegamento diretto a Chiang Mai con una compagnia low‑cost. Una volta in città, la zona vecchia è pedonale, ma per gli spostamenti più lunghi conviene usare i songthaew rosso‑gialli, che funzionano come taxi collettivi a tariffa fissa, oppure noleggiare una bicicletta elettrica per girare tra i quartieri più distanti.

Il programma di cinque giorni può essere suddiviso così: giorno 1 dedicato al mercato di Warorot e alle bancarelle di Khao Soi; giorno 2 visita dei templi principali (Wat Chedi Luang, Wat Phra Singh) e una passeggiata al parco delle colline di Doi Suthep; giorno 3 escursione al villaggio di San Kamphaeng per osservare l’artigianato tessile e provare il famosissimo mango sticky rice; giorno 4 trekking leggero verso i templi meno noti di Doi Pui con vista panoramica sulla città; giorno 5 esplorazione di una zona periferica dove si trovano i templi nascosti di Wat Umong e Wat Suan Dok, poi cena in un mercato notturno poco frequentato.

Un aspetto negativo è il traffico caotico nelle ore di punta, soprattutto lungo la ring road: gli spostamenti possono richiedere più tempo del previsto e la qualità dell’aria può peggiorare. Inoltre, alcuni stand di street food non rispettano le norme igieniche, perciò è prudente scegliere le bancarelle più affollate, segno di ricambio continuo del cibo.

Un consiglio non presente nelle guide tradizionali è partecipare al “cooking class” improvvisato che si organizza il venerdì sera presso il tempio di Wat Umong: i monaci offrono una lezione gratuita di preparazione del khao man kai, un piatto di riso con pollo aromatizzato al lemongrass, mentre si ascolta il canto dei monaci. È un’esperienza intima, poco pubblicizzata, che permette di capire la connessione tra cucina e spiritualità locale.

4 Commenti

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DA
davide_luxe

Io trovo quell’opzione troppo spartana, preferisco hotel di lusso e ristoranti stellati.

si
simo90

Trovi l'opzione spartana? Ti perdi i sapori autentici che gli hotel di lusso non offrono.

GI
girocorto90

Davide, capisco, però quando ho provato il bivacco locale, il sapore era più autentico

Anch'io preferisco un alloggio più semplice: ho trovato un ostello a 12 € a notte con cucina condivisa e una buona connessione Wi‑Fi. Il cibo di strada lì costa 3‑4 € e ti permette di provare più piatti senza spendere una fortuna. Con i songthaew ti sposti in pochi euro e arrivi ovunque in poco tempo.