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Chefchaouen in 4 giorni: alle porte del blu e mercati artigianali

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simo90

Chefchaouen può essere scoperta in quattro giorni, tra le sue strade dipinte di blu e i mercati pieni di artigianato locale. Io ho pensato a un itinerario che permette di assaporare sia la tranquillità della cittadina che le escursioni nei dintorni, senza correre. Il budget si colloca più verso il medio: un letto in un riad boutique costa circa trenta‑quaranta euro a notte, i pasti nei piccoli ristoranti di strada si aggirano sui dieci‑quindici euro e i trasporti locali sono molto economici; con qualche spesa extra per escursioni guidate il conto finale resta intorno ai cinquecento euro per l’intero soggiorno.

Arrivare è più semplice di quanto si creda. L’opzione più comoda è volare a Tangeri, poi prendere un autobus diretto di circa tre ore e mezza verso Chefchaouen; la compagnia regionale parte con cadenza regolare e i biglietti costano venti euro. In alternativa, si può raggiungere la città via ferrovia fino a Tetouan e da lì proseguire con un minibus locale, un’esperienza più autentica ma leggermente più lunga. Una volta dentro, il modo migliore per muoversi è a piedi: i vicoli stretti non accolgono auto e la camminata è parte del fascino. Per le escursioni fuori porta, come il sentiero verso le cascate di Ras el‑Maa o il trekking a Akchour, è utile noleggiare una piccola moto o affidarsi a un taxi condiviso.

Quattro giorni sono sufficienti se si suddivide il tempo così: giorno uno per il centro storico, visita alla kasbah e al souk principale; giorno due per il ritiro al Rif, con una camminata al punto panoramico della Moschea Spagnola all’alba; giorno tre per l’escursione a Ras el‑Maa e una sosta al villaggio di Talassemtane; giorno quattro per il mercato artigianale più nascosto, dove i tessitori locali vendono tappeti ancora in fase di lavorazione. Una sorpresa negativa è la presenza di qualche bancarella che gonfia i prezzi dei souvenir più popolari, specialmente vicino alla piazza principale; è facile cadere nella trappola del “costo turisticamente gonfiato”. Inoltre, il segnale internet in alcuni riad è instabile, il che può essere fastidioso per chi ha bisogno di restare connesso.

Un consiglio che non trovo nelle guide è di chiedere al barista del caffè “Al-Mazra’a” di indicare la piccola bottega di ceramiche dietro la scuola di musica; lì un artigiano esperto mostra pezzi unici di terracotta dipinti a mano, fuori dal circuito turistico. Portare con sé una bottiglia d’acqua riutilizzabile e una piccola lanterna a LED è utile per le escursioni al tramonto, quando le strade si spengono e il blu dei muri appare ancora più intenso. In questo modo, il viaggio rimane autentico, senza correre troppo dietro alle folle e con qualche scoperta che rende l’esperienza davvero personale.

2 Commenti

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ny
nyx18

Il costo stimato è troppo ottimistico: i trasporti e le escursioni costano di più.

Ci sono stato e le escursioni costano quasi il doppio rispetto a quanto indicato.