Tbilisi: vino, khachapuri e bagni sulfurei
Tbilisi è esattamente tutto quello che il titolo promette: vino, khachapuri e bagni sulfurei, ma c'è molto di più sotto la superficie di questa città che mescola Oriente e Occidente in modo sorprendente. Ho visitato la capitale georgiana la scorsa settimana, in piena primavera, e posso dire che il periodo migliore è proprio tra aprile e giugno, quando le temperature sono miti e i fiori sbocciano ovunque. L'autunno è altrettanto bello per la vendemmia.
Per arrivare da Milano non ci sono voli diretti, ma Turkish Airlines e Wizz Air offrono buone opzioni con scalo a Istanbul, con un volo totale di circa quattro ore e tariffe che in bassa stagione partono da 150 euro andata e ritorno. Una volta lì, il sistema migliore per muoversi è la metropolitana: costa pochissimo, è pulita e collega i punti principali. Per le salite del centro storico conviene Bolt, che è più economico dei taxi tradizionali e senza trattative. Il budget generale si aggira sul medio-economico: con 50-70 euro al giorno si mangia bene, si visitano i bagni e si beve vino in cantine informali. Per un'esperienza più comoda si sale a 100 euro, ma non serve di più. Tre giorni pieni bastano per il centro e un paio di quartieri come Mtatsminda e il bazar di Deserteri; se si vuole aggiungere una giornata a Sighnaghi o Mtskheta, meglio fermarsi cinque.
Cosa non perdere? I bagni sulfurei di Abanotubani: scegliere il meno turistico come Chreli o andare in un hamam di quartiere per risparmiare e avere un'esperienza più autentica. Il ponte della Pace e la fortezza di Narikala sono scontati ma meritano la vista. Il mercato delle pulci a Dry Bridge è fantastico, ma bisogna andare la mattina presto, prima delle nove, per trovare la roba vera. E poi il vino: niente degustazioni da cartolina, ma cercare un locale tipo "Wine Factory" o "Café Littera" per assaggiare saperavi e kisi. Il khachapuri si mangia ovunque, ma quello a forma di barca con l'uovo è più buono in un posto come "Sakhachapuri" che nei ristoranti di piazza.
Cosa evitare? I ristoranti con menu in inglese e foto giganti nella via principale del centro vecchio: sono cari e insipidi. Anche i taxi che aspettano fuori dalla stazione ferroviaria chiedono il triplo. E un aspetto negativo concreto: il traffico è infernale, soprattutto nel tardo pomeriggio, e alcuni monumenti come la cattedrale Sameba sono ancora circondati da cantieri. La delusione più grande? I bagni pubblici più famosi, quello di Orbeliani, sono troppo cari per quello che offrono e pieni di turisti. Il consiglio che non trovi sulle guide: invece di spendere tempo in fila, cerca un bagno privato in uno dei vicoli laterali di Abanotubani, con una tariffa fissa di 40 lari a persona per un'ora. Fai un patto col gestore per aggiungere uno scrub extra, e avrai un'esperienza molto più rilassante. Inoltre, porta sempre contanti: molte cantine e chioschi accettano solo cash.