💬 Discussione

Georgia: Tbilisi, terme e vino, il lusso dell'Est (senza il conto)

Il lusso dell'Est senza il conto? A Tbilisi funziona davvero, ma solo se non ti aspetti camerieri in guanti bianchi e lampadari di cristallo. Il lusso qui è fatto di bagni termali che sanno di zolfo e storia, di vino fatto in casa servito in caraffe di plastica, e di un conto che alla fine ti fa sentire un genio della finanza. Budget medio-basso: con cinquanta euro al giorno stai da re, se eviti i ristoranti trappola per turisti sulla via principale. Arrivarci da Milano è semplice, volo diretto con Wizz Air o Turkish via Istanbul, ma preparati a un aeroporto che sembra un autogrill di periferia. Muoversi? Metro vecchia ma funziona, Bolt costa niente, ma i taxi abusivi all'uscita degli aeroporti sono una trappola per polli. Tre giorni pieni bastano per la città vecchia e le terme, ma se vuoi anche le cantine in Kakheti metti in conto almeno cinque.

La delusione? Le terme pubbliche più famose, quelle sotto la fortezza, sono turistiche e un po' trascurate. L'acqua calda è ok, ma l'atmosfera da spa non esiste, sembra più uno stabilimento balneare sovietico con piastrelle rotte. E poi il vino: in Georgia è un'istituzione, ma nei locali per stranieri te lo propinano a prezzi tripli e spesso è quella roba dolciastra che ti fa male alla testa. Il vero lusso sta nei posti dove non trovi menu in inglese, tipo un baretto dietro piazza Europa, dove il signore ti versa il vino da una tanica e ti fa pagare due euro. L'aspetto negativo più grosso è il traffico: sembra di essere in un videogioco senza regole, attraversare la strada è un atto di fede. E poi il cibo: khinkali e khachapuri sono buoni, ma dopo tre giorni di pasta ripiena e formaggio il fegato chiede pietà.

Consiglio che non trovi sulle guide: vai a fare il bagno al sulphur bath di Chreli Abano, quello piccolo e nascosto vicino alla moschea, non quello gigante che compare su Instagram. Prenota la stanza privata con massaggio, costa trenta euro l'ora e ti senti un oligarca russo del 1800. E per il vino, cerca una cantina che si chiama "Vino Underground" (non è il nome vero, ma lo riconosci perché hanno un cane randagio fuori). Lì il proprietario ti spiega tutto in georgiano con le mani e ti fa assaggiare il qvevri come si deve. Non portare i turisti che si lamentano del servizio lento: qui il tempo è un'altra cosa, e se hai fretta forse il lusso dell'Est non fa per te.

0 Commenti

per partecipare alla discussione

Nessun commento ancora. Sii il primo a dire la tua!