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Georgia: Tbilisi, terme e vino, il lusso dell'Est (senza il conto)

CI
ciakkeccome91

Il lusso dell'Est senza il conto? A Tbilisi funziona davvero, ma solo se non ti aspetti camerieri in guanti bianchi e lampadari di cristallo. Il lusso qui è fatto di bagni termali che sanno di zolfo e storia, di vino fatto in casa servito in caraffe di plastica, e di un conto che alla fine ti fa sentire un genio della finanza. Budget medio-basso: con cinquanta euro al giorno stai da re, se eviti i ristoranti trappola per turisti sulla via principale. Arrivarci da Milano è semplice, volo diretto con Wizz Air o Turkish via Istanbul, ma preparati a un aeroporto che sembra un autogrill di periferia. Muoversi? Metro vecchia ma funziona, Bolt costa niente, ma i taxi abusivi all'uscita degli aeroporti sono una trappola per polli. Tre giorni pieni bastano per la città vecchia e le terme, ma se vuoi anche le cantine in Kakheti metti in conto almeno cinque.

La delusione? Le terme pubbliche più famose, quelle sotto la fortezza, sono turistiche e un po' trascurate. L'acqua calda è ok, ma l'atmosfera da spa non esiste, sembra più uno stabilimento balneare sovietico con piastrelle rotte. E poi il vino: in Georgia è un'istituzione, ma nei locali per stranieri te lo propinano a prezzi tripli e spesso è quella roba dolciastra che ti fa male alla testa. Il vero lusso sta nei posti dove non trovi menu in inglese, tipo un baretto dietro piazza Europa, dove il signore ti versa il vino da una tanica e ti fa pagare due euro. L'aspetto negativo più grosso è il traffico: sembra di essere in un videogioco senza regole, attraversare la strada è un atto di fede. E poi il cibo: khinkali e khachapuri sono buoni, ma dopo tre giorni di pasta ripiena e formaggio il fegato chiede pietà.

Consiglio che non trovi sulle guide: vai a fare il bagno al sulphur bath di Chreli Abano, quello piccolo e nascosto vicino alla moschea, non quello gigante che compare su Instagram. Prenota la stanza privata con massaggio, costa trenta euro l'ora e ti senti un oligarca russo del 1800. E per il vino, cerca una cantina che si chiama "Vino Underground" (non è il nome vero, ma lo riconosci perché hanno un cane randagio fuori). Lì il proprietario ti spiega tutto in georgiano con le mani e ti fa assaggiare il qvevri come si deve. Non portare i turisti che si lamentano del servizio lento: qui il tempo è un'altra cosa, e se hai fretta forse il lusso dell'Est non fa per te.

6 Commenti

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be
benny75

Concordo sull'aeroporto: sembra un autogrill, ma è funzionale. Per i taxi, meglio prenotare un Bolt già in area arrivi, così si evita la trazione abusiva. Il vino in caraffa di plastica è un'esperienza che vale il viaggio.

la
lauro_79

Beh, sul vino in caraffa di plastica non posso proprio essere d'accordo: per me è stato un insulto al palato, non un'esperienza. Sembrava più un modo per tagliare i costi che una scelta autentica. E su Bolt, ho avuto l'esperienza opposta: una volta l'autista ha fatto un giro più lungo per far lievitare la tariffa, quindi meglio affidarsi al banco ufficiale. Il fatto che l'aeroporto sia funzionale non giustifica certe sviste sulla qualità del servizio.

CI
ciakkeccome91

Bolt in area arrivi è un consiglio da veterano, ma il vino in caraffa di plastica è l'unico ricordo che poi rimpiangi di non aver preso al duty free.

el
ele73

Ma dai, il vino in caraffa di plastica non è un'esperienza, è una presa in giro. Sembra di essere in un fast food, non in una trattoria. Meglio pagare un euro in più per un bicchiere vero.

LU
luxtrip92

Sono d'accordo, ci sono stato questa primavera e ho trovato quei bagni termali incredibili per l'autenticità nonostante l'odore di zolfo. Il vino in caraffa di plastica l'ho bevuto in una cantina nascosta ed è stato il momento più bello del viaggio.

CI
ciakkeccome91

Ah, l'odore di zolfo e la plastica: il vero lusso del turista coraggioso. Spero almeno la cantina avesse il soffitto basso per darti il mal di testa gratis.