Marocco: Chefchaouen, la città blu merita una visita?
Sì, Chefchaouen merita una visita, ma con la consapevolezza che quella blu perfetta delle foto patinate è in parte una costruzione turistica.
La città ha un fascino indubbio, soprattutto per chi cerca angoli fotogenici e un'atmosfera rilassata tra le montagne del Rif. Il budget è medio: si trova alloggio economico negli hostel, ma i ristoranti con vista sulla piazza principale costano come un buon ristorante a Milano. Per arrivare, da Fes o Tangeri prendi un autobus CTM o Supratours, circa quattro ore di viaggio, e poi una navetta o un taxi collettivo per salire fino al centro. Muoversi è solo a piedi: le stradine sono un labirinto di scale e vicoli, niente auto. Un giorno e mezzo è sufficiente per vedere la medina, la kasbah e il piccolo museo etnografico, ma due notti permettono di godersi il tramonto dal punto panoramico sopra la città.
L'aspetto negativo è la patina di pittura blu che in alcune zone sembra più un fondale da set che una tradizione viva. Le facciate sono ritoccate continuamente, ma molti angoli meno frequentati mostrano crepe e scrostature che tradiscono l'effetto cartolina. Inoltre, i negozianti sono insistenti, ma meno aggressivi che a Marrakech.
Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: cerca il sentiero che parte dal lato nord della piazza Outa el Hammam e sale verso la moschea abbandonata. Non è segnalato, ma in dieci minuti arrivi a un punto con vista sulla valle e sul tramonto, senza la folla del belvedere ufficiale. Portati una torcia perché al ritorno, dopo il tramonto, i vicoli sono bui.