Uyuni: il salar, i cactus e i tramonti infuocati
Sì, il Salar de Uyuni è un’esperienza che lascia senza fiato, ma non è per tutti. Il titolo promette cactus e tramonti infuocati, e in parte mantiene, ma la realtà è più complessa di una cartolina.
PRO
1. Spazi sconfinati e silenzio assoluto – La distesa di sale, specialmente all’alba o al tramonto, regala una sensazione di isolamento che pochi luoghi al mondo sanno dare. I giochi di prospettiva sono divertenti, ma il vero spettacolo è la luce che cambia ogni minuto.
2. Lagune e fenicotteri – Il tour classico di tre giorni include lagune color smeraldo e rosa, geyser e terme naturali. I fenicotteri sono presenti in quantità variabile a seconda della stagione; a maggio (fine autunno australe) se ne vedono ancora molti.
CONTRO
1. Altitudine e freddo – Il salar è a 3.650 m, ma le tappe successive superano i 4.500 m. Il mal di testa e la stanchezza sono quasi inevitabili. Le notti in alloggi di base sono gelide, anche in primavera.
2. Turismo di massa e tour standardizzati – La maggior parte dei tour segue lo stesso itinerario, con soste affollate. I tramonti “infuocati” sono belli, ma spesso condivisi con decine di altri viaggiatori. I cactus giganti dell’Isla Incahuasi sono un must, ma il sentiero è breve e pieno di gente.
Budget: medio. Un tour di tre giorni tutto incluso (trasporto, pasti, alloggio) costa tra 150 e 250 USD a persona, a seconda della qualità del gruppo e del veicolo. Voli da La Paz a Uyuni (circa 100 USD andata e ritorno) o bus notturno (30-40 USD). Meglio prenotare a La Paz, non online, per contrattare.
Come arrivare e muoversi: si arriva a Uyuni in aereo (1 ora da La Paz) o in bus (10-12 ore). Una volta lì, l’unico modo per visitare il salar e la riserva è un tour organizzato. I fuoristrada 4x4 sono obbligatori. Non esistono mezzi pubblici.
Tempo necessario: minimo tre giorni per il tour classico (Uyuni – lagune – deserto di Siloli – ritorno). Chi ha solo un giorno può visitare il salar e l’Isla Incahuasi, ma perde le lagune e i geyser.
Aspetto negativo o delusione: la tappa alle terme (Polques) è pubblicizzata come relax, ma l’acqua è tiepida, l’odore di zolfo forte e lo spogliatoio è lurido. Meglio saltarla e godersi il paesaggio.
Consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una borraccia termica e un thermos per tè o caffè. Nei tour, l’acqua potabile è razionata e spesso finisce. Avere una bevanda calda durante le soste al vento fa la differenza. Inoltre, chiedere in agenzia se il tour include un secondo autista o se l’autista fa anche da cuoco: se è solo, i pasti saranno frettolosi e la guida scarsa.
Consigliato per chi ama i paesaggi estremi, la fotografia e non teme il disagio fisico. Sconsigliato se si soffre di mal d’altitudine, si cerca comfort o si ha poco tempo: meglio allora un volo panoramico sul salar, che dura un’ora e dà lo stesso impatto visivo senza notti in ostello.