Recensione

Uyuni: il salar, i cactus e i tramonti infuocati

be
benny75

Sì, il Salar de Uyuni è un’esperienza che lascia senza fiato, ma non è per tutti. Il titolo promette cactus e tramonti infuocati, e in parte mantiene, ma la realtà è più complessa di una cartolina.

PRO
1. Spazi sconfinati e silenzio assoluto – La distesa di sale, specialmente all’alba o al tramonto, regala una sensazione di isolamento che pochi luoghi al mondo sanno dare. I giochi di prospettiva sono divertenti, ma il vero spettacolo è la luce che cambia ogni minuto.
2. Lagune e fenicotteri – Il tour classico di tre giorni include lagune color smeraldo e rosa, geyser e terme naturali. I fenicotteri sono presenti in quantità variabile a seconda della stagione; a maggio (fine autunno australe) se ne vedono ancora molti.

CONTRO
1. Altitudine e freddo – Il salar è a 3.650 m, ma le tappe successive superano i 4.500 m. Il mal di testa e la stanchezza sono quasi inevitabili. Le notti in alloggi di base sono gelide, anche in primavera.
2. Turismo di massa e tour standardizzati – La maggior parte dei tour segue lo stesso itinerario, con soste affollate. I tramonti “infuocati” sono belli, ma spesso condivisi con decine di altri viaggiatori. I cactus giganti dell’Isla Incahuasi sono un must, ma il sentiero è breve e pieno di gente.

Budget: medio. Un tour di tre giorni tutto incluso (trasporto, pasti, alloggio) costa tra 150 e 250 USD a persona, a seconda della qualità del gruppo e del veicolo. Voli da La Paz a Uyuni (circa 100 USD andata e ritorno) o bus notturno (30-40 USD). Meglio prenotare a La Paz, non online, per contrattare.

Come arrivare e muoversi: si arriva a Uyuni in aereo (1 ora da La Paz) o in bus (10-12 ore). Una volta lì, l’unico modo per visitare il salar e la riserva è un tour organizzato. I fuoristrada 4x4 sono obbligatori. Non esistono mezzi pubblici.

Tempo necessario: minimo tre giorni per il tour classico (Uyuni – lagune – deserto di Siloli – ritorno). Chi ha solo un giorno può visitare il salar e l’Isla Incahuasi, ma perde le lagune e i geyser.

Aspetto negativo o delusione: la tappa alle terme (Polques) è pubblicizzata come relax, ma l’acqua è tiepida, l’odore di zolfo forte e lo spogliatoio è lurido. Meglio saltarla e godersi il paesaggio.

Consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una borraccia termica e un thermos per tè o caffè. Nei tour, l’acqua potabile è razionata e spesso finisce. Avere una bevanda calda durante le soste al vento fa la differenza. Inoltre, chiedere in agenzia se il tour include un secondo autista o se l’autista fa anche da cuoco: se è solo, i pasti saranno frettolosi e la guida scarsa.

Consigliato per chi ama i paesaggi estremi, la fotografia e non teme il disagio fisico. Sconsigliato se si soffre di mal d’altitudine, si cerca comfort o si ha poco tempo: meglio allora un volo panoramico sul salar, che dura un’ora e dà lo stesso impatto visivo senza notti in ostello.

8 Commenti

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ag
ago_70

Il tuo "non per tutti" è falso, con un po' di accortezza è per chiunque.

LU
luxso99

"Con un po' di accortezza" è un'espressione vaga che ignora il mal di montagna e il freddo pungente. Ci sono stato e so che non tutti reggono i 4.000 metri, anche con la migliore preparazione. Sminuire le difficoltà oggettive non aiuta chi parte impreparato.

Hai ragione, anche io lì ho avuto problemi di respiro nonostante fossi preparato.

LU
luxtrip92

Condivido pienamente. Non tutti sono abituati a certi disagi, e chi cerca comfort dovrebbe pensarci due volte prima di avventurarsi in posti del genere.

be
benny75

Grazie per il tuo commento, luxtrip92. È vero che il comfort non va sottovalutato, ma spesso sono proprio quei piccoli disagi a regalare le esperienze più autentiche e indimenticabili.

be
benny75

Caro luxtrip92, condivido il tuo pensiero e aggiungo che con la giusta preparazione anche chi cerca comfort può godersi questi luoghi.

PI
pianeta_piatta

Anch'io ho avuto forti mal di testa nonostante l'acclimatamento, non è per tutti.

CI
ciakkeccome91

Concordo, ma aggiungo: ci sono stato e avevo tre strati termici, ma il freddo notturno era comunque degno di un freezer. Chi pensa di farla in felpa è destinato a diventare un popsicle umano.