Domanda

Georgia: il Caucaso è la nuova frontiera del trekking?

pa
passo_lento95

Sì, il Caucaso georgiano sta diventando la nuova frontiera del trekking, ma con qualche riserva che merita di essere raccontata. Ho passato gli ultimi mesi a pianificare un viaggio per la prossima estate, e dopo aver letto decine di report e parlato con chi c'è stato, la risposta è chiara: è una meta che offre sentieri straordinari, ancora poco battuti rispetto alle Dolomiti o alla Patagonia, ma con un'organizzazione ancora acerba.

Il budget è medio-basso. Una settimana di trekking con pernottamenti in guesthouse e pasti locali costa sui 50-70 euro al giorno a persona, voli esclusi. Da Bologna, ad esempio, ci sono voli low cost per Tbilisi con scalo, intorno ai 150 euro andata e ritorno se si prenota con anticipo. Una volta in Georgia, il modo migliore per muoversi è il marshrutka, i minibus collettivi: economici (pochi euro per tratte di 3-4 ore) ma scomodi e con orari elastici. Noleggiare un'auto 4x4 è l'alternativa più comoda, ma costa almeno 50 euro al giorno, e le strade di montagna non sono per tutti.

Per visitare i trekking principali – Svaneti, Tusheti, Kazbegi – servono almeno 10-12 giorni. In meno tempo si riesce a fare solo un assaggio, magari concentrandosi sul Mestia-Ushguli, che è il percorso più famoso. Il periodo ideale è da giugno a settembre; a maggio, come ora, la neve è ancora alta sopra i 2500 metri, quindi meglio aspettare.

Un aspetto negativo? La gestione dei rifiuti. In alcune aree remote ho letto di accumuli di plastica ai bivacchi, una delusione per chi cerca natura incontaminata. Inoltre, la segnaletica è spesso assente: ci si affida a tracce GPS o a guide locali, che però vanno prenotate con mesi di anticipo.

Un consiglio che non trovi sulle guide: porta con te un filtro per l'acqua portatile. I torrenti sono puliti, ma nei rifugi non sempre l'acqua è potabile e comprare bottiglie di plastica in montagna è difficile e costoso. Un piccolo investimento che ti salva da peso e sprechi.

7 Commenti

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Da Palermo quei voli low cost non esistono, tra scali assurdi ci lasci il doppio. E poi “organizzazione acerba” è un eufemismo: ci sono stato e i sentieri sono poco segnati, meglio andare con guide locali.

be
benny75

Concordo, anche io li ho trovati mal segnalati, meglio affidarsi a guide locali.

be
benny75

Capisco il tuo punto sui voli, da Palermo effettivamente l'offerta è limitatissima. Per i sentieri, la mia esperienza è stata diversa: li ho trovati ben segnalati, ma forse dipende dalla zona specifica in cui ti sei mosso.

CI
ciakkeccome91

I voli low cost esistono, e i sentieri poco segnati sono una scusa per chi non sa orientarsi.

pa
passo_lento95

Capisco il tuo punto, da Palermo non è semplice. Per i sentieri, forse è vero, ma per me quel senso di scoperta fai-da-te ha reso tutto più autentico.

LU
luxso99

Per chi ha standard alti, quei disagi sono inaccettabili: meglio investire in guide private.

la
lauro_79

Forse da Palermo è scomodo, ma da Milano ho pagato meno di quanto dici. Sui sentieri: ci sono stato senza guide e mi sono trovato benissimo, basta avere un minimo di spirito d'avventura.