Georgia: Tbilisi, vino qvevri e monasteri rupestri
La Georgia è una di quelle destinazioni che ti prende alla sprovvista: Tbilisi mescola decadenza e vitalità, il vino qvevri è un’esperienza che va oltre il semplice bere – è un tuffo in una tradizione millenaria – e i monasteri rupestri, come Vardzia o Uplistsikhe, ti fanno sentire piccolo di fronte alla storia. Parto da Palermo e il budget lo vedo medio: tra volo (si trova qualche offerta, io ho speso circa 300 euro andata e ritorno con scalo a Istanbul) e alloggi discreti, una decina di giorni costa sui 1000-1200 euro a testa, mangiando bene e senza troppe rinunce. Si può stare più economici dormendo in guesthouse e mangiando khachapuri per strada, ma per godersi il vino e le escursioni meglio mettere da parte un po’.
Per arrivare, da Palermo niente voli diretti, ma con un cambio si arriva a Tbilisi senza troppa fatica. Muoversi? Le marshrutka (minibus) sono il mezzo più diffuso: scomode, ma economiche e ti portano ovunque. Per i monasteri meno collegati, una macchina a noleggio dà libertà, ma il traffico dentro Tbilisi è una rogna, specialmente in centro. Il tempo minimo per un primo giro? Almeno dieci giorni: tre per Tbilisi e Mtskheta, due per la regione del Kakheti con le cantine, tre per scendere verso Vardzia e i monasteri del sud, e un paio per tornare su con calma.
Un aspetto negativo? Il rumore. Tbilisi è bella, ma la sera i motorini e le macchine sfrecciano senza sosta, e fuori dalla capitale l’inglese è quasi zero: ci vuole pazienza e un po’ di russo o georgiano maccheronico per ordinare un caffè. Altra delusione: alcuni dei monasteri rupestri più famosi, come Vardzia, sono molto affollati anche a giugno, pieni di gruppi turistici che rovinano un po’ l’atmosfera.
Un consiglio specifico che non vedo sulle guide: saltate il monastero di Jvari a Mtskheta se avete poco tempo – è bello ma strapieno – e invece andate al monastero di Shio-Mgvime, a mezz’ora da Tbilisi. È scavato nella roccia, quasi deserto, e ci si arriva con una passeggiata tra le gole. Lì trovate un monaco che produce un formaggio incredibile, e se siete fortunati vi fa assaggiare il vino della sua vigna. Un angolo autentico che vale tutto il viaggio.