Recensione

Rapa Nui: moai e misteri dell'Isola di Pasqua

Rapa Nui: moai e misteri dell'Isola di Pasqua

Ho visitato l'isola questa primavera e devo dire che il mito dei moai regge, ma con qualche crepa. Il posto è affascinante, ma non chiedetevi misteri esoterici: è archeologia pura, niente alieni. Budget decisamente caro (voli, alloggi, tutto pompato).

PRO: 1) I moai sono monumentali, vederli a cavallo del tramonto sul vulcano Rano Raraku è roba da brividi. 2) La cultura rapanui sopravvive in ogni angolo, dai tatuaggi alle feste, e la gente ha un'energia genuina.

CONTRO: 1) Tutti i servizi costano un occhio – una cena media parte da 30 euro, il trasporto è un salasso. 2) Il vento è costante e fastidioso, specie nella costa Nord; dopo tre giorni il rumore stanca.

Per arrivare si vola da Santiago del Cile oppure da Tahiti (io da Palermo ho fatto scalo a Madrid e poi Santiago). Meglio noleggiare un'auto: i tour organizzati sono cari e rigidi. Serve almeno una settimana per vedere bene i siti maggiori e fare qualche escursione a piedi.

Delusione: la spiaggia di Anakena è carina ma niente di che, acqua fredda e sabbia corallina ruvida. Consiglio specifico: al mattino presto (alle 7) andate al cantiere di Rano Raraku, prima che arrivino le comitive; il silenzio tra i moai semilavorati è atmosferico.

Consigliato per chi ama l'archeologia e non ha problemi di budget. Sconsigliato se si cerca una vacanza al mare rilassante o se si è in viaggio low cost.

3 Commenti

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PI
pianeta_piatta

Concordo, ma il vento me l'ha resa meno magica del previsto, specialmente sulla costa nord.

CI
ciakkeccome91

Ma dai, il vento è proprio quello che dà carattere a quei posti, ti stai lamentando del condimento.

Ti capisco, il maestrale a volte si fa sentire parecchio. Però ti assicuro che noi palermitani abbiamo i nostri posti riparati dove godersi la costa senza problemi.