Isola di Pasqua: moai e misteri del Pacifico
Isola di Pasqua è un luogo che merita il viaggio, ma non è per tutti: la fatica per arrivare e i costi sono compensati solo da una passione autentica per l’archeologia e l'isolamento.
PRO: la monumentale imponenza dei moai è qualcosa che nessuna foto può rendere. Ogni statua ha una presenza fisica che lascia senza parole. La cultura Rapa Nui, tra leggende e tradizioni viventi, si respira ovunque, non solo nei siti archeologici. CONTRO: il budget è decisamente caro. I voli da Santiago del Cile sono l'unica opzione pratica e costano come un intercontinentali; gli alloggi scarseggiano e i prezzi lievitano. Inoltre i servizi sono limitati: pochi ristoranti, orari ridotti e niente vita notturna.
Per raggiungere l'isola serve un volo da Santiago del Cile o da Tahiti, entrambi lunghi e costosi. Una volta lì, il modo migliore per muoversi è noleggiare un'auto 4x4, perché le strade sterrate verso i siti meno conosciuti sono dissestate. In alternativa si usano biciclette o scooter, ma il vento costante può stancare. Per visitare con calma i crateri, le spiagge e tutti i complessi di moai, servono almeno cinque giorni pieni. Sette consentono di esplorare anche Ahu Akivi e le grotte di lava senza fretta.
Tra le delusioni, la folla al tramonto ad Ahu Tongariki: nonostante la maestosità, centinaia di persone tolgono intimità. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: prenotare l'ingresso al parco nazionale direttamente online prima di partire, perché i biglietti cartacei sono contingentati e spesso esauriti in alta