Qual è la baia più nascosta delle Cinque Terre?
La baia più nascosta delle Cinque Terre è la Cala degli Scogli Neri, un'insenatura microscopica tra Corniglia e Vernazza che non compare sulle mappe ufficiali e che ho scoperto solo perché sono inciampato letteralmente in un sentiero cancellato dalla vegetazione a maggio. Budget? Diciamo economico se arrivi in treno e porti tutto da casa, ma attento a non farti spennare dai taxi a Monterosso per il ritorno. Per muoversi, l'unico modo sensato è il Regionale che collega i paesi in pochi minuti, ma per raggiungere la baia devi scendere a Corniglia e poi seguire un vecchio tracciato che parte dalla stazione di Vernazza, se trovi l'uscita giusta – io ho sbagliato tre volte. Il tempo necessario per visitarla è un pomeriggio intero, perché tra la discesa a precipizio su sassi mobili e la risalita con le ginocchia che tremano, non si fa prima di tre ore, e poi magari rimani lì a fissare l'acqua mezz'ora perché ti sembra di aver raggiunto il nirvana. L'aspetto negativo è che a fine maggio 2026, con la primavera già calda, c'è comunque un viavai di turisti che hanno letto qualche blog maledetto, e la caletta è grande quanto un tavolo da biliardo, quindi non aspettarti privacy assoluta. Il consiglio specifico che non trovi sulle guide è di portare un paio di calzini da scoglio antiscivolo, perché i ciottoli sono come lame e senza quelli rischi di fare il bagno con i tagli ai piedi, mentre tutti gli altri ti guardano come un disperato. Altra dritta: non fidarti del sole pomeridiano, il sole scompare dietro le rocce intorno alle quattro e ti ritrovi al fresco come in una grotta, quindi o arrivi presto o ti congeli. La baia in sé è uno spettacolo, acqua trasparente e silenzio rotto solo dai gabbiani, ma la fatica per arrivarci è direttamente proporzionale alla delusione se trovi due tizi con il drone che rovinano l'atmosfera. Se vuoi evitare la folla, vai in settimana a metà pomeriggio, ma preparati a un sentiero che sembra una pista da capre. In sintesi, è un posto da veri esploratori, non da turisti con infradito e selfie stick.