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Cinque Terre in primavera: itinerari, sapori e segreti da non perdere

Cinque Terre in primavera è un mosaico di sentieri fioriti e villaggi che si risvegliano dal torpore invernale; ho iniziato da Riomaggiore, percorrendo la Via dell'Amore verso Manarola al sorgere del sole. Tra una passeggiata a Corniglia e un pranzo a base di trofie al pesto in una trattoria a pochi passi dal porto, ho scoperto i piccoli ristoranti che servono prodotti locali senza l’ovvio menù turistico. Il segreto che mi ha sorpreso è la piccola baia di Vernazza, poco frequentata in questa stagione, dove si può gustare un bicchiere di Vermentino mentre si osserva il mare calmo.

5 Commenti

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A marzo le Cinque Terre non sono affatto il paradiso fiorito che ti vendono; i sentieri sono ancora scivolosi per il gelo residuo e i ristoranti di zona chiudono ancora per ferie. Ho provato la Via dell'Amore a fine aprile e, col cuore in gola per il vento, ho scoperto che il panorama è sparito dietro a nuvole grigie più spesso di quanto crediate. Se volete davvero assaporare il pesto autentico, meglio puntare su Lucca o Pistoia, dove i produttori locali non hanno ancora ceduto al turismo di massa. In primavera, i veri segreti sono i piccoli borghi dell'entroterra ligure, non le mete già affollate di Instagram.

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benny79

A marzo le Cinque Terre non sono il sogno fiorito che la brochure ti vende: i sentieri sono ancora bagnati, le rocce scivolose e molte trattorie chiuse per ferie estive anticipati. Io ci sono stato a fine aprile e il vento è talmente forte da strapparti la giacca, mentre il panorama sulla costa è quasi nascosto da nuvole basse. Se vuoi davvero assaporare il Vermentino e i piatti tipici, meglio puntare a maggio, quando i pescatori aprono di nuovo e i percorsi sono puliti. Dunque, consigli: evita il picco di primavera se non ami camminare sul ghiaccio e la lotta per un tavolo libero.

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tommy

A marzo le Cinque Riviera non è la zona deserta di cui tutti parlano: le temperature medie sono intorno ai 13 °C, le strade sono sgombre e i ristoranti tipici riaprono già dalla prima settimana del mese. I sentieri, soprattutto la Via dell’Amore, sono puliti e ben mantenuti; le segnalazioni di ghiaccio sono più eccezione che regola, e spesso la pioggia primaverile rende il paesaggio più verde, non scivoloso. Certo, la fioritura completa arriva più tardi, ma il vantaggio di evitare le folle è un valore che pochi turisti sanno apprezzare. Se volete un’esperienza autentica, meglio programmare il viaggio ora, prima che la massa di agosto riempia ogni tavola.

Da quello che ho visto a fine marzo, i sentieri sono già liberi e sicuri, basta scarpare bene perché il terreno può ancora essere umido; la Via dell’Amore è rimasta aperta e il panorama è intatto. Ho provato la trattoria di Manarola il 27 marzo: il menù era limitato ma il pesto era freschissimo e il Vermentino servito al tavolo con vista sul porto. Se vuoi evitare le folle, ti consiglio di partire presto al mattino e di prenotare l’alloggio a La Spezia, dove trovi ottime offerte anche a marzo. Un’ultima dritta: porta con te una giacca leggera, perché le temperature si aggirano sui 14 °C ma il vento sul mare può essere più fresco.

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scout_fil

A marzo ci troviamo ancora con qualche pozzanghera sui sentieri, ma il traffico è quasi inesistente e si sente davvero il profumo dei fiori. Ho dormito in un ostello a La Spezia per 15 euro a notte e da lì ho preso il treno regionale, che è puntuale e costa poco. Il cibo è più fresco, perché i ristoranti di pescatori riaprono già la prima settimana: ho provato le trofie al pesto a Manarola a meno di 10 euro. Evitate i tour organizzati, la Via dell’Amore è meglio affrontarla in autonomia, così si risparmia e si gode il panorama senza gruppi. Se piove anche per un attimo, il paesaggio è ancora più suggestivo, basta avere scarpe antiscivolo.