Grecia: il Peloponneso tra antiche rovine e calette nascoste
Il Peloponneso? È un coacervo di rovine strapiene di turisti e calette raggiungibili solo dopo ore di sterrato, ma chi ha pazienza trova il meglio della Grecia continentale. Budget medio-alto per chi non vuole dormire in ostelli con le cimici: una stanza decente a Nafplio costa 90 euro a notte in questa stagione, e mangiare pesce fresco a Gythio ti parte dai 35 euro a testa. Per arrivare, volo Roma-Atene con Ryanair a circa 70 euro andata e ritorno a fine maggio, poi noleggia un’auto a noleggio low-cost (30 euro al giorno) perché i bus locali sono un’agonia di orari improbabili. Serve una decina di giorni per un giro decente: quattro per le rovine di Micene, Epidauro, Olimpia (filate, ma dopo la terza colonna antica vi viene il torcicollo), e sei per le coste del Mani e le spiagge intorno a Kardamyli. L’aspetto negativo? La mania delle "calette nascoste" sui social: ne trovi una su Google Maps con indicazioni vaghe, arrivi e trovi venti tedeschi con drone. Delusione assicurata a Voidokilia, piena anche a metà settimana. Consiglio che nessuna guida scrive: saltate Mistra e girate a piedi il villaggio abbandonato di Vathia, nel Mani profondo. Portatevi scorte d’acqua perché i chioschi chiudono alle due, e niente segnale telefonico. Il Peloponneso lo salvi solo se smetti di inseguire le cartoline e accetti la polvere e i silenzi veri.