Chefchaouen: la città blu è davvero autentica?
No, Chefchaouen non è più autentica come dieci anni fa, ma conserva ancora un fascino vero se si sa dove guardare. Ci sono arrivato da Milano in aereo fino a Tangeri (volo low cost con Ryanair, circa 50 euro a tratta a maggio) e poi un bus CTM da lì per circa 4 ore e 80 dirham; in alternativa si può noleggiare un'auto, ma le strade di montagna sono strette e piene di curve. In città ci si muove solo a piedi, il centro è piccolo e pedonalizzato, ma le salite sono impegnative – meglio scarpe comode. Per visitare bene bastano due giorni pieni: uno per perdersi nei vicoli blu e fare foto (ahimè, il trip da Instagram è reale), un altro per salire alla moschea spagnola al tramonto e magari fare un'escursione nel Parco di Talassemtane. Il budget è medio: un riad carino costa sui 50-60 euro a notte, un pasto in un ristorante turistico sulle 15-20 euro, ma la street food (panini con pollo e verdure o le famose frittelle) si trova a 3-4 euro. L'aspetto negativo più evidente è la folla: a maggio già si vedono gruppi organizzati e ragazze in pose infinite per il selfie perfetto, e molti negozianti sono diventati insistenti come a Marrakech. Il consiglio che non trovi sulle guide: evita la piazza principale Uta el-Hammam e cerca le stradine laterali dietro la kasbah, dove le facciate sono ancora scrostate e dipinte a mano dai residenti, non dai social media manager. Lì trovi il vero blu, quello sbiadito dal sole e dalla pioggia, con gatti che dormono sulle soglie e vecchi che giocano a carte. È lì che Chefchaouen è ancora autentica, ma bisogna cercarla.