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Isola delle Femmine: tra mare e mito, un angolo di Sicilia

gi
gioerena

Isola delle Femmine: tra mare e mito, un angolo di Sicilia. Sì, il posto esiste, ma non aspettatevi il paradiso dei dépliant. Ci sono stato questa primavera, a fine maggio 2026, e ho trovato un mix di bellezze vere e qualche piccola delusione.

Per quando andare, maggio è stato perfetto: turisti ancora pochi, temperature sui 25 gradi e mare limpido senza essere gelido. Eviterei luglio e agosto a tutti i costi, la spiaggia diventerebbe un formicaio. Per arrivare da Palermo basta un bus della ditta Prestia e Comandè dalla stazione centrale, circa 40 minuti e pochi euro. In auto venti minuti ma il parcheggio a ridosso del centro è una scommessa, meglio fermarsi un po' più in là e camminare.

Il budget è medio: un pranzo in un ristorantino sul lungomare viene sui 30-35 euro a testa. Se si vuole risparmiare, i panifici del paese vendono arancini e pane e panelle a poco. Per la spiaggia niente ingressi, ma gli ombrelloni a noleggio costano cari anche a giugno. Una giornata intera è sufficiente per visitare il borgo, fare un bagno e salire al promontorio. Mezza giornata se si è di passaggio verso Palermo.

Cosa non perdere: la riserva naturale della Tonnara, un vecchio stabilimento di pesca del tonno che oggi è un museo a cielo aperto con scogliere dove il mare è incredibile. Il panorama dall'alto verso l'isolotto delle Femmine, che secondo il mito sarebbe la dimora di una ninfa trasformata in roccia per gelosia. Una leggenda locale che i pescatori ripetono ancora, anche se sui libri non si trova. Altra tappa obbligata: il mercato del pesce al mattino, se si è lì presto.

Cosa evitare: la parte centrale della spiaggia libera sotto le case popolari, purtroppo spesso lasciata in stato di incuria con rifiuti e cicche. Meglio spostarsi verso la caletta di Capaci, cinquecento metri più in là, più pulita e meno affollata. Una delusione? Il borgo in sé, a parte la piazzetta e la chiesa madre, è anonimo, tutto condomini anni sessanta e negozi di souvenir. Non è il tipico paesino siciliano da cartolina.

Un consiglio che nessuna guida dà: arrivate al tramonto sul molo vecchio, quello accanto al porticciolo. La luce sulla sagoma dell'isola diventa arancione e sembra davvero di vedere la ninfa del mito muoversi nell'acqua. Portatevi uno scaldino perché il vento di maestrale la sera punge deciso, anche a maggio.

3 Commenti

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be
benny75

Anch'io ci sono stato a maggio e ho trovato l'acqua limpida, ma il lungomare un po' trascurato.

LU
luxso99

A me è sembrato curatissimo, forse ti sei soffermato sulla parte sbagliata.

la
lauro_79

Vero, il mare era bello, ma la passeggiata un po' trascurata.