Marocco: Chefchaouen è solo un filtro Instagram?
Sì, Chefchaouen è per il 90% un filtro Instagram, ma non del tutto. Ammetto che la città ha un fascino magnetico, con quelle stradine imbiancate di calce e blu, ma il tripudio di tonalità azzurre che vedi online è saturo al punto da diventare quasi un'altra realtà. In certi angoli, il colore è sbiadito o coperto da cavi elettrici e scritte.
Budget medio: una stanza doppia in riad costa sui 40-50 euro a notte, ma la cena in un ristorante turistico può arrivare a 100 dirham. Meglio mangiare nei posti frequentati dai locali. Per arrivare, il modo più comune è il bus CTM da Fes o Tangeri, circa 4-5 ore, oppure un grand taxi. Muoversi è semplice: si cammina. Serve un giorno pieno per il centro storico, due se si vuole fare un'escursione alle cascate di Akchour, che sono la vera perla della zona.
L'aspetto più deludente? La pressione costante dei venditori. Non tanto per l'acquisto, quanto per l'insistenza di farsi fotografare per soldi. Sconsiglio di fermarsi in piazza Outa el Hammam la sera: ci si ritrova in un'atmosfera da luna park. Un consiglio che non trovi nelle guide: salire alla moschea abbandonata sulla collina di El Kalaa, a piedi, all'alba. Non ci sono cartelli, si chiede ai pastori, ma la vista sulla città e sulla valle, senza turisti, è l'unico scatto che vale.