Saint-Tropez: glamour, yacht e charme senza tempo
Saint-Tropez: glamour, yacht e charme senza tempo. La risposta è sì, ma solo se si ha il portafoglio giusto e la pazienza di ignorare il circo umano che ci gira intorno. Ho appena prenotato un weekend per fine giugno, e già so che sarà una di quelle esperienze in cui il prezzo del drink al bar supera la cena in un ristorante decente a Milano. Ma di questo parlerò dopo.
Budget: decisamente caro. Non c'è modo di girarci intorno. Un aperitivo sulla terrazza del Byblos costa come un intero weekend in una guest house in Toscana. Se si vuole fare una settimana con un minimo di dignità, tra hotel (non parlo di suite, ma di camere normali in posti come il Château de la Messardière o il Sezz), pasti, e magari un pomeriggio in spiaggia al Club 55, si parla di cifre che per molti sarebbero lo stipendio mensile. E non sono nemmeno i posti più esclusivi – quelli richiedono prenotazioni con mesi di anticipo e conoscenze. Per me è tutto nella norma, ma so che per altri potrebbe essere una pugnalata.
Come arrivare e muoversi: sono partito da Milano con un volo per Nizza, poi ho noleggiato una macchina – qui il consiglio è di prenotare già qualcosa di decente, non una citycar, perché le strade della penisola di Saint-Tropez sono belle ma tortuose e un mezzo comodo fa differenza. In alternativa c'è l'elicottero da Nizza, che costa ma evita la coda al tunnel di Grimaud, che in piena stagione è un inferno. Muoversi dentro Saint-Tropez? A piedi per il porto e il centro, ma per andare alle spiagge come Pampelonne serve l'auto. I taxi locali sono una rapina e gli Uber non sono diffusi come altrove.
Quanto tempo: per me, tre o quattro giorni bastano. Il villaggio si vede in poche ore: il porto vecchio, la citadelle, le viuzze con le boutique. La vera essenza è fuori: le spiagge, i ristoranti sulle colline, la vita notturna. Se si vuole davvero assorbire il glamour senza sentirsi di corsa, una settimana è troppo, si rischia di annoiarsi. Lo charme senza tempo si coglie nei dettagli, non nella quantity.
Un aspetto negativo: la delusione più grande è stato il caos umano. Mi aspettavo un’eleganza discreta, invece per certi versi Saint-Tropez è diventata una vetrina di eccessi urlati. Al porto la domenica pomeriggio sembra un salone dell’auto con turisti che fanno a gomitate per fotografare yacht. I locali alla moda sono pieni di gente più attenta al telefono che alla conversazione. C’è una patina di volgarità che stride con il charme senza tempo del titolo. Forse è sempre stato così, ma da fuori sembra più autentico.
Consiglio specifico che non si trova sulle guide: invece di inseguire il ristorante stellato sulla spiaggia o il club esclusivo, andare a fare una passeggiata sulla Corniche du Cap Camarat al tramonto. Si arriva fino al Phare de Camarat, il faro. Pochissimi ci vanno, l’accesso è libero, la vista sulla baia è mozzafiato e lì lo charme senza tempo esiste davvero. Portarsi una bottiglia di vino bianco locale (un Côtes de Provence, niente di pretenzioso) e sedersi sulle rocce. Meglio di qualsiasi cena da 300 euro. Se non altro, si respira aria vera senza sentire il frastuono dei motori degli yacht.
In generale, Saint-Tropez rimane una destinazione affascinante per chi sa scegliere i momenti e i luoghi giusti. Non è per tutti, e va bene così. Ma se si ha il budget e la voglia di giocare al gioco del glamour, giugno è ancora gestibile. Luglio e agosto li evito come la peste.