Saint-Tropez: yacht, glamour e spiagge da sogno
Saint-Tropez: yacht, glamour e spiagge da sogno – sì, è tutto vero, ma con qualche avvertenza. Ci sono stato a fine giugno, appena prima del picco di luglio, e il clima era perfetto: caldo ma non afoso, mare limpido, serate ancora piacevoli. Se si vuole evitare la folla insostenibile, consiglio la seconda metà di giugno o la prima di settembre. Arrivare è meno immediato di quanto sembri: l'aeroporto più comodo è Nizza, poi noleggiare un'auto o prendere un taxi (costoso, circa 150 euro). In alternativa, c'è il treno fino a Saint-Raphaël e poi il traghetto, un'opzione più scenica. Muoversi a Saint-Tropez stesso è semplice a piedi per il centro, ma per le spiagge tipo Pampelonne serve l'auto o i taxi navetta. Il budget? Diciamo che è caro, non ci si illuda. Una notte in un hotel decente in alta stagione parte da 400-500 euro, cenare in un ristorante sul porto può superare i 100 euro a testa. Per tre o quattro giorni si spende come per una settimana in altre destinazioni mediterranee.
Cosa non perdere: il mercato di Place des Lices al mattino, con prodotti locali e atmosfera da vecchia Provenza molto più autentica degli yacht. La Citadella offre una vista splendida sulla baia. Per le spiagge, la baia di Pampelonne è mitica ma affollata; meglio spostarsi verso Ramatuelle, dove ci sono calette più selvagge. Cosa evitare: il porto la sera se non si ama il rumore dei motori e la gente che ostenta champagne a fiumi. Ho trovato l'atmosfera un po' artificiale, una delusione per chi cerca relax genuino. Il mio consiglio specifico che non troverete sulle guide: prenotate una cena in un piccolo ristorante nell'entroterra, come a Gassin o a Cogolin. La cucina è più autentica, i prezzi più umani e si respira la vera Costa Azzurra senza il glitter patinato. Quanto tempo serve? Due giorni pieni bastano per un assaggio, tre se si vuole anche una giornata di mare senza fretta. In sintesi, Saint-Tropez è una tappa da fare una volta, ma bisogna arrivare preparati a spendere e a gestire un certo livello di superficialità sociale.