Saint-Tropez: il fascino esclusivo della Costa Azzurra
Saint-Tropez: il fascino esclusivo della Costa Azzurra? Sì, esiste, ma è un fascino che si paga caro, e non solo in senso letterale. Sto programmando un viaggio per fine maggio e, da Milano, devo dire che la tentazione di lasciarsi abbagliare dalle foto patinate è forte. Ma poi arriva la realtà: è una destinazione per chi ha un budget decisamente alto, non medio, non economico. Un caffè in porto può costare come un pranzo in una trattoria normale altrove. E gli hotel? Diciamo che per una camera decente a maggio si parte da cifre che ti fanno rivalutare una settimana alle Maldive.
Come arrivare? Dall'Italia il modo più comodo è in macchina, anche se il traffico sulla N98 è un incubo. Oppure volo per Nizza e poi noleggio auto o trasferimento in taxi (altro salasso). Muoversi a Saint-Tropez è semplice a piedi se si sta in centro, ma per le spiagge serve l'auto o il vaporetto. Attenzione: il parcheggio è una guerra, meglio prenotare un posto auto con largo anticipo.
Quanto tempo? Tre giorni pieni bastano per vedere il porto, la cittadella, una spiaggia iconica come Pampelonne e magari un giro a Ramatuelle. Di più rischia di diventare ripetitivo, a meno che non si abbia una barca a noleggio.
L'aspetto negativo? La delusione è il contrasto tra l'immagine patinata e la realtà: locali esclusivi pieni di gente che ostenta, code ovunque, e un'atmosfera un po' fredda. Non è accogliente come altri paesi della Costa Azzurra. Sembra un set cinematografico, non un luogo da vivere.
Un consiglio che non trovi sulle guide: evita il porto all'ora dell'aperitivo, è un carnaio di influencer e turisti. Invece, vai al mercato di Place aux Herbes il martedì o il sabato mattina: lì trovi prodotti locali veri, a prezzi quasi umani, e puoi respirare un'aria meno artefatta. E per un pranzo veloce ma buono, cerca il chiosco di panini al porto vecchio, quello nascosto dietro i tendoni dei gommoni. Pochi lo conoscono, ma il rapporto qualità-prezzo è l'unica cosa decente in zona.