Grecia: Peloponneso tra antiche rovine e calette nascoste
Il Peloponneso è esattamente questo: un equilibrio sottile tra antichi marmi e acque che sembrano non aver mai visto un turista. Per me è stata una scoperta lenta, fatta di giornate scandite dal sole che picchiava forte sulle pietre di Micene e dal silenzio improvviso di una caletta raggiunta dopo una strada sterrata. Budget medio-alto, se si punta a un minimo di comfort: i posti carini sulla costa costano, ma in paese si trovano pensioni oneste a prezzi umani. Arrivare via Atene è la scelta più comoda, poi il traghetto per il Peloponneso oppure noleggiare un'auto direttamente in aeroporto: senza macchina non si va da nessuna parte, i bus collegano le città principali ma le calette sono fuori da ogni percorso. Per visitare almeno le zone chiave servono una decina di giorni, ma se si vuole il ritmo giusto tra rovine e mare meglio due settimane. L'aspetto che mi ha deluso è stata l'affluenza a Epidauro e a Olimpia: file sotto il sole e vociare che rompeva l'atmosfera, meglio andarci all'alba o al tramonto. Un consiglio che non si trova nelle guide: la penisola di Mani, a sud, ha villaggi abbandonati con torri in pietra e spiagge piccolissime dove si sta completamente soli. Portarsi dietro scarpette da scoglio e tanta pazienza per le strade strette. Ho già in mente di tornarci a settembre per la stagione più mite.