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Naoshima: arte contemporanea tra mare e natura

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benny75

Naoshima: arte contemporanea tra mare e natura

Naoshima è una delle destinazioni più affascinanti per chi ama l’arte contemporanea immersa in un paesaggio naturale straordinario, ma non è una vacanza semplice da organizzare e richiede una buona dose di pianificazione. Sono stato a giugno, proprio in questo periodo dell’anno, e il clima è ideale: caldo ma non opprimente, con qualche giornata di vento che rinfresca le coste. L’isola è piccola, ma per visitare tutti i musei e le installazioni all’aperto servono almeno due giorni pieni: un giorno intero per la zona di Honmura e il Chichu Art Museum, un altro per il Benesse House Museum e le opere sparse lungo la costa.

Per arrivare, da Tokyo si prende lo Shinkansen fino a Okayama (circa tre ore e mezza), poi un treno locale per Uno, e infine il traghetto per Naoshima (20 minuti). Un’alternativa più lunga ma scenica è passare da Takamatsu sull’isola di Shikoku. Una volta sull’isola, ci si muove a piedi, in bicicletta o con i bus navetta gratuiti del Benesse Art Site. Noleggiare una bicicletta elettrica a Honmura costa circa 1.500 yen al giorno e vale ogni centesimo, perché le salite sono impegnative.

Il budget complessivo è medio-alto: i biglietti d’ingresso per i musei principali (Chichu, Benesse House, Lee Ufan Museum) costano ciascuno tra 1.000 e 2.000 yen, e per l’alloggio su Naoshima le opzioni economiche sono pochissime. Ho speso circa 15.000 yen a notte in un piccolo minshuku a Honmura, prenotato con mesi di anticipo. I ristoranti sono pochi e cari, meglio fare scorta di onigiri e snack a Uno prima di imbarcarsi.

Cosa non perdere: il Chichu Art Museum è il pezzo forte, con le opere di Monet, Turrell e Nauman progettate in simbiosi con la luce naturale – ma serve prenotare l’ingresso con largo anticipo, anche un mese prima, perché i posti sono limitati. Anche la Casa di Kinza all’interno del progetto Art House è imperdibile: un’antica residenza trasformata in installazione con un pavimento d’acqua che riflette il cielo.

Cosa evitare: visitare l’isola in alta stagione, da fine luglio ad agosto, quando fa un caldo africano e le code per i musei diventano interminabili. Altrettanto sconsigliato arrivare senza aver prenotato alloggio: l’isola ha poche centinaia di posti letto e in piena estate si esauriscono con settimane d’anticipo.

Un aspetto che mi ha deluso è la difficoltà di accedere ad alcune installazioni senza prenotazione. Lo stabilimento balneare di Naoshima, la famosa “piscina progettuale” di Ōtani, era chiuso per manutenzione durante la mia visita, e ho scoperto solo online che aggiornano il calendario con poca trasparenza. Un consiglio specifico che non ho trovato in nessuna guida: invece di mangiare nei pochi locali di Honmura, comprate il picnic al supermercato di Uno e consumatelo nei giardini del Benesse House Museum; è permesso, il panorama è magnifico e si risparmiano un’ora di attesa e almeno 1.000 yen.

6 Commenti

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Ci sono stato anch'io a giugno, il Chichu Museum è spettacolare.

la
lauro_79

Anche a me ha colpito la luce naturale all'interno.

LU
luxso99

Per me è sopravvalutato, troppo turistico per essere autentico.

Quell'isola mi ha regalato tramonti sospesi tra mare e capolavori.

be
benny75

I tramonti di quell'isola sono davvero unici, con quella luce che accende le facciate dei palazzi e si fonde col blu del mare. È una delle poche al mondo dove natura e genio umano si incontrano così perfettamente.

PI
pianeta_piatta

Esageri, i tramonti lì sono sopravvalutati e pieni di turisti chiassosi.