Parco Nazionale del Gran Paradiso: natura e ghiacciai
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è un'esperienza di natura e ghiacciai che va vissuta con i piedi per terra, letteralmente, perché i sentieri sono tosti ma il paesaggio ripaga ogni passo.
Per quanto riguarda il budget, direi medio: non è una meta carissima se si evita l'alta stagione, ma giugno è già un mese di tutto esaurito. Pernottare nei rifugi o nei paesini come Ceresole Reale o Cogne costa sui 60-80 euro a notte in mezza pensione, più spostamenti. Se si vuole risparmiare, si può campeggiare in aree attrezzate, ma attenzione alle regole del parco.
Arrivare in auto è la soluzione più comoda: da Bologna prendo l'autostrada fino a Ivrea, poi si sale verso il versante piemontese. In treno si arriva fino a Aosta o Ivrea, ma poi servono i bus navetta che in estate sono frequenti, anche se un po' lenti. Muoversi all'interno del parco è possibile solo a piedi o in mountain bike su alcuni tratti, ma le auto sono limitate ai paesi principali.
Per visitare il cuore del parco, servono almeno 3-4 giorni interi: uno per l'escursione al rifugio Vittorio Emanuele II, uno per il giro dei laghi di Lauson e Djouan, e un altro per salire verso il ghiacciaio del Gran Paradiso, se si ha buona gamba e testa per l'alta quota. I ghiacciai sono ancora impressionanti, ma quest'anno si vede una ritirata vistosa, e questo è forse l'aspetto più triste: vedere la lingua di ghiaccio arretrata rispetto a poche stagioni fa. Una delusione? La segnaletica non è sempre aggiornata: qualche bivio è mal indicato e ho perso un'ora per un cartello caduto.
Un consiglio che non si trova sulle guide turistiche: portarsi una sacca di tela leggera per raccogliere i rifiuti che altri escursionisti lasciano sui sentieri, perché nei punti panoramici ho trovato fazzoletti di carta e lattine. Il parco è un patrimonio da preservare, e un piccolo gesto aiuta. Inoltre, meglio evitare di fidarsi della copertura telefonica: a 2000 metri sparisce, meglio avere una mappa cartacea e saper leggere una bussola. La natura qui è sovrana, e i ghiacciai sono un monumento fragile che va rispettato con silenzio e passi lenti.