Gran Paradiso: trekking, fauna e colori d'autunno?
Per trekking e fauna il Gran Paradiso è un'ottima scelta, ma chi cerca i colori autunnali più accesi del Piemonte potrebbe rimanere un po' deluso. Sto programmando un giro per ottobre, da Milano, e mi sto informando su questo parco. Il budget è medio: i rifugi con mezza pensione costano sui 50-60 euro a notte, ma si può risparmiare con campeggio o bivacchi, anche se in autunno le temperature calano e non è per tutti. Per arrivare, da Milano si prende l'autostrada per Aosta fino a Pont-Saint-Martin, oppure si scende a Ivrea e si seguono le statali per il versante piemontese. In estate ci sono bus da Ivrea e Aosta, ma in ottobre le corse si diradano: meglio l'auto. I sentieri sono ben segnalati, ma per muoversi tra le valli serve comunque un mezzo proprio, perché i collegamenti interni sono scarsi. Per visitare bene il parco, almeno tre o quattro giorni: uno per la Valle dell'Orco (Ceresole Reale), uno per il versante valdostano (Rhemes-Notre-Dame) e uno per un trekking più impegnativo come il giro del Gran Paradiso. L'aspetto negativo riguarda proprio i colori autunnali: i larici ci sono, ma non formano macchie uniformi come nelle valli laterali della Valsesia o dell'Ossola. Spesso si mescolano a conifere sempreverdi, e l'effetto è meno spettacolare di quel che ci si aspetta. Inoltre a ottobre molti rifugi chiudono a metà mese, e il tempo può essere instabile. Un consiglio che non si trova sulle guide: non concentrarsi solo sul versante valdostano, più famoso e affollato. Il lato piemontese, soprattutto la zona di Noasca e il sentiero per il Lago di Teleccio, regala incontri ravvicinati con stambecchi e camosci anche a quote basse, e i colori dei faggi e betulle sono più caldi. Meglio arrivare fino al rifugio Vittorio Sella, ma prenotando prima perché i posti sono pochi. Se si vuole fauna, il parco è fantastico: si vedono animali ovunque, ma per i colori io abbinerei una tappa in Val Soana o Val Chiusella, poco distanti, che danno più soddisfazione visiva.