Gran Paradiso: ghiacciai e fauna, trekking d'alta quota
Ho appena finito di pianificare un itinerario per il Gran Paradiso a luglio e posso dire che sì, ghiacciai e fauna si vedono eccome, ma serve un minimo di organizzazione. Il budget è medio: sui 500-700 euro a testa per tre giorni, considerando rifugi, trasferimenti e vitto, senza contare l'arrivo da fuori regione. Per visitare bene la zona servono almeno tre giorni pieni, meglio quattro se si vuole un giorno di riposo o esplorazione laterale.
Giorno 1: arrivo a Cogne (Valle d'Aosta). Si lascia l'auto al parcheggio di Valnontey e si sale a piedi fino al Rifugio Vittorio Sella (circa 2h30, dislivello 600 m). Il sentiero è ben segnato, si cammina nel bosco poi su prati. La sera si cena al rifugio, atmosfera spartana ma cordiale. Prenotazione obbligatoria anche a giugno, ho trovato tutto pieno già a metà maggio.
Giorno 2: sveglia presto, si prosegue verso il Rifugio Chivasso (altri 3h, sempre su sentiero roccioso). Il tratto regala la prima vista del ghiacciaio del Gran Paradiso e, con un po' di fortuna, si vedono stambecchi e camosci. Il sentiero è esposto in alcuni punti ma non difficile. Al Chivasso si pranza, poi pomeriggio libero per una breve escursione fino al Lago del Nivolet o al Colle della Porta. Chi ha gamba e non teme il mal di montagna può tentare la vetta il giorno dopo, ma per un trekking d'alta quota senza guida consiglio di fermarsi qui e godersi il panorama.
Giorno 3: discesa per la stessa via o alternativa per il Vallone di Sort. Io ho scelto di scendere verso Lillaz e visitare le cascate dell'Orrido, una pausa meritata prima di riprendere l'auto. Se si arriva da fuori regione, meglio lasciare l'auto a Cogne e prendere la navetta per Valnontey, perché i parcheggi a giugno sono già intasati.
Un aspetto negativo: i rifugi sono molto frequentati anche a fine giugno, la cena è alle 19.00 e il silenzio non è garantito. Inoltre zanzare e tafani sono fastidiosi nei prati intorno a Valnontey. Un consiglio che non si trova sulle guide turistiche: portare un paio di bastoncini telescopici anche se il sentiero sembra facile, perché i tratti di morena instabile vicino al ghiacciaio sono scivolosi e i bastoncini salvano le caviglie. Meglio ancora se si parte alle 5.30 del mattino, prima che il sole sciolga il ghiaino e renda il cammino faticoso.