Salar de Uyuni: specchio del cielo e deserto di sale
Salar de Uyuni: specchio del cielo e deserto di sale. Sì, il nome non è esagerato: durante la stagione delle piogge il sale diventa uno specchio perfetto del cielo, ma c'è molto di più, e non è solo una questione di fotografie.
Scrivo da Firenze, sto organizzando un viaggio per la prossima estate australe, quindi parlo di giugno e luglio, che sono i mesi di secca. Per chi cerca lo specchio d'acqua, invece, bisogna andare tra gennaio e marzo, ma attenzione: in quei mesi le strade sono spesso impraticabili, i tour subiscono cancellazioni e il fango può fermare i fuoristrada. Io preferisco la stagione secca per la stabilità e per vedere le distese di sale a spicchi geometrici, senza dovermi bagnare le caviglie. Il compromesso migliore è fine aprile o metà novembre, quando c'è ancora un po' d'acqua senza il caos logistico.
Arrivare al Salar è semplice: il punto di partenza è il paese di Uyuni. Da La Paz ci sono voli giornalieri (circa un'ora, costano sui 60-100 euro a tratta) e autobus notturni (10-12 ore, circa 15-20 euro) che arrivano alla stazione. Dall'aeroporto di Uyuni si prende un taxi collettivo fino al centro, pochi minuti. Una volta lì, per visitare il Salar e i dintorni non ci si muove autonomamente: si deve prenotare un tour organizzato con un fuoristrada e autista. I tour standard durano tre giorni e due notti, includono le lagune colorate, i geyser, le terme, gli uccelli e il deserto di sale. Il tempo minimo per non sentirsi di corsa è di tre giorni, ma se si ha a disposizione una giornata sola si può fare un tour di un giorno solo sul Salar, visitando l'Isla Incahuasi e la laguna di Colchani.
Quanto si spende? È una destinazione economica. Un tour di tre giorni condiviso (da 4 a 6 persone) costa tra 130 e 200 euro a persona, tutto compreso: trasporto, guide, pasti, alloggio in rifugi molto spartani. Se si vuole un tour privato si sale a 300-500 euro. Il volo da La Paz è extra, ma si può risparmiare con l'autobus. I soldi contanti sono essenziali: ad Uyuni pochi posti accettano carte, e non ci sono bancomat affidabili. Portare dollari o euro da cambiare.
Cosa non perdersi: l'alba sul Salar è qualcosa di indescrivibile, quando il cielo si accende e la superficie ghiacciata del sale riflette tutto. Isla Incahuasi, un'isola di cactus giganti nel mezzo del deserto bianco, merita la salita fino alla cima. Poi le lagune Colorada e Verde, i fenicotteri rosa e i geyser Sol de Mañana. Assolutamente da non perdere una notte in un hotel di sale (ce ne sono alcuni sul bordo del Salar, o quelli inclusi nei tour): mura, letti e tavoli sono blocchi di sale, ma attenzione, fa freddissimo, portate un sacco a pelo pesante.
Cosa evitare: i tour low-cost da 20-30 euro della durata di un giorno solo, che ti portano a fare una foto di gruppo con la bottiglia e poi ti riportano in città senza vedere niente. Un'altra cosa da evitare è sottovalutare il mal d'altitudine: Uyuni è a 3600 metri, il Salar a 3700, le lagune sono sopra i 4000. Portate foglie di coca o acetazolamide, ma niente alcol e pasti pesanti il primo giorno. Un aspetto negativo o delusione: la fatica dei trasferimenti. I fuoristrada sono scomodi, le strade sterrate polverose e le percorrenze lunghe (anche 6-7 ore di guida al giorno). Se soffrite di mal di schiena, preparatevi. Un altro lato deludente: il cosiddetto "specchio perfetto" lo si vede raramente perché richiede una lastra d'acqua sottilissima senza vento, e spesso ci si becca solo pozzanghere fangose. Meglio non farsi troppe aspettative, il Salar è bello anche asciutto.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portate una borraccia termica per l'acqua calda e una bustina di tè o di caffè solubile. Nei tour standard il pranzo spesso è una minestra in scatola riscaldata sul motore, e la sera non c'è molto più. Avere una bevanda calda durante le soste gelide fa la differenza. Inoltre, chiedete esplicitamente di fermarvi per il tramonto sul Salar il primo giorno: molti tour lo saltano perché i conducenti vogliono arrivare presto al rifugio. Se insistete, lo fanno, e lo spettacolo è meglio dell'alba.