Saint-Tropez: il fascino esclusivo della Costa Azzurra
Saint-Tropez è il fascino esclusivo della Costa Azzurra, ma va saputo vivere senza farsene incantare del tutto. Sono di Milano e per agosto ho già pianificato qualche giorno lì, so bene che non è una meta per chi conta ogni centesimo, ma neanche un obbligo di eccessi se si sceglie con cura.
Il periodo migliore? Mai ad agosto, sinceramente. Io vado tra la fine di maggio e i primi di giugno o a settembre: il mare è già caldo, il sole ci sta, ma non trovi la folla che trasforma il porto in una giostra umana. A settembre inoltre molti prezzi calano, anche se non drasticamente. Se proprio l'estate è l'unica opzione, meglio la seconda metà di giugno.
Per arrivarci da Milano, il modo più sensato è volare su Nizza e da lì noleggiare un'auto. Si fa un'ora e mezza di strada costiera, con dei tornanti che regalano viste pazzesche, ma il parcheggio a Saint-Tropez è un problema serio. In alternativa c'è il traghetto da Sainte-Maxime, che lascia direttamente nel cuore del paese: poco pratico per muoversi, ma eviti l'incubo delle auto. In generale, una volta lì, conviene spostarsi a piedi o con il piccolo bus locale, perché le strade strette e il traffico rendono l'auto un peso.
Il budget è decisamente caro. Una stanza in un albergo decente parte da 300 euro a notte in alta stagione, e i ristoranti del porto chiedono cifre folli per piatti nella media. Però esiste una via di mezzo: si può dormire nelle frazioni vicine come Ramatuelle o Gassin e risparmiare qualcosa, rinunciando al lusso sfrenato ma non alla comodità. In tutto, per due persone, con viaggio, alloggio e qualche cena, parliamo di almeno 1500-2000 euro per tre o quattro notti.
Quanto tempo serve? Tre giorni pieni bastano per respirare l'atmosfera: si visita la cittadella con il suo panorama, ci si concede una mattina sulla spiaggia di Pampelonne (anche solo per guardare, perché gli stabilimenti hanno prezzi da capogiro) e si passeggia al porto vecchio al tramonto. Da non perdere il mercato di Place des Lices, che si tiene martedì e sabato: lì si respira la vera vita locale, lontano dai lustrini.
La delusione? Il lato artificiale. Tutto è costruito per sembrare esclusivo, ma basta allontanarsi di cento metri per trovare negozi di souvenir e frasi fatte. E poi il parcheggio: se non si ha un hotel con posto auto, è un calvario. L'idea di arrivare in barca con un yacht è un mito, ma per chi non ha quel privilegio, la zona del porto in piena estate è una trappola per turisti con conti in banca severi.
Un consiglio che non trovi sulle guide: lasciate perdere i ristoranti sul porto e andate a mangiare in una delle piccole "bastide" sulla strada per Ramatuelle. Si mangia meglio, si spende la metà e si vede la clientela vera, non quella che sfila. Oppure fate il giro del villaggio di Port Grimaud in barca al mattino presto: è a dieci minuti di auto, silenzioso, bellissimo, e niente a che vedere con il caos di Saint-Tropez. Insomma, il posto ha un fascino reale, ma va trattato con rispetto e un po' di ironia.