Shikoku: il pellegrinaggio degli 88 templi tra natura e spiritualità
Shikoku è il percorso degli 88 templi, un itinerario che si fa con i piedi e con la testa, circondati da foreste, coste e montagne. Ho iniziato a pianificarlo per l'autunno prossimo, dopo aver raccolto informazioni da chi l'ha già affrontato. La stagione migliore è ottobre-novembre, quando l'afa estiva si placa e i colori delle foglie iniziano a cambiare. La primavera è bella per i fiori, ma piove spesso. D'estate serve una resistenza fisica notevole, perché il caldo umido sulle strade asfaltate è feroce.
Per arrivare, la via più pratica è volare su Takamatsu dall'aeroporto di Milano Malpensa con uno scalo a Tokyo Haneda. In alternativa si atterra a Osaka Kansai e si prende il traghetto per Tokushima. Sull'isola il mezzo migliore è l'autobus, perché i templi sono spesso in collina e i parcheggi limitati. Si può affittare un'auto, ma il pellegrinaggio tradizionale si fa a piedi o in bicicletta. Ho letto che molti usano la Henro Meguri Pass, un biglietto per tre giorni di autobus tra templi chiave.
Il budget dipende dallo stile. Versione economica: tra i 60 e i 90 euro al giorno, dormendo in ostelli o templi che offrono alloggio (shukubo), mangiando convenience store. Medio: 120-180 euro con ryokan semplici e pasti al ristorante. Caro: oltre 250 euro se si vogliono hotel western in città e cene con prodotti locali. Per il pellegrinaggio completo servono 30-40 giorni. Chi ha meno tempo sceglie una sezione di tre o quattro templi rappresentativi, come lo Zentsuji e lo Iyadaniji.
Cosa non perdere: il tempio numero 1, Ryozenji, con il suo giardino di muschio, e l'Hagiwara-ji, il più alto, con vista sullo stretto di Kii. Il percorso tra Naruto e Tokushima è spettacolare, con i vortici del mare. Da evitare: pensare che sia solo un trekking. La parte spirituale è marcata e si visita ogni tempio con rispetto, togliendo le scarpe e seguendo i riti. Un aspetto negativo concreto è la solitudine. Nei tratti non turistici capita di camminare ore senza vedere nessuno e i villaggi sono deserti, con pochi distributori automatici. L'anonimato assoluto può togliere energie.
Un consiglio che non si trova sulle guide: portare un quaderno per i timbri di ogni tempio, ma anche due penne nere di riserva. Negli uffici dei templi capita che l'inchiostro sia quasi esaurito e segnare i confini del libro a mano diventa frustrante. Io lo userò come diario di viaggio, un dettaglio piccolo che tiene viva l'attenzione.