Isole Eolie: tra vulcani, mare e borghi bianchi
Le Isole Eolie sono esattamente quello che promette il titolo: un mix di vulcani attivi (o dormienti, ma si sentono), mare stupendo e quei borghi bianchi che sembrano usciti da una cartolina. Però attenzione: non è tutto perfetto e bisogna mettere in conto qualche compromesso.
Per il budget, direi medio-alto. Se si vuole evitare il turismo di massa a luglio e agosto, giugno è già caro, ma ancora gestibile. I prezzi degli alberghi a Lipari e Salina volano, mentre a Stromboli e Panarea siamo su livelli quasi proibitivi. Un traghetto da Milazzo costa circa 40-50 euro solo andata, e poi per spostarsi tra le isole bisogna contare 15-30 euro a tratta. Un giro completo di una settimana può facilmente superare 1500 euro a persona, voli esclusi. Si può risparmiare con alloggi più spartani e mangiando nei locali lontani dal porto, ma non aspettatevi un viaggio low cost.
Arrivare: da Bologna ho preso il treno fino a Milazzo, poi aliscafo. In alternativa c'è l'aeroporto di Catania o Palermo con collegamenti via bus e nave. Muoversi tra le isole è semplice: gli aliscafi della Siremar e della Liberty Lines coprono tutte le rotte, ma attenzione agli orari, soprattutto la domenica e nei mesi di alta stagione. Un consiglio: noleggiare uno scooter a Lipari o Salina per esplorare l'interno, altrimenti si dipende dai bus che sono rari e poco puntuali.
Quanto tempo serve? Almeno 5-7 giorni per vedere le sette isole principali, ma senza pretendere di fermarsi su ogni spiaggia. Se si ha poco tempo, meglio concentrarsi su Lipari (la più grande e comoda), Salina (verde e rilassata) e Stromboli (per l'escursione notturna al cratere). Panarea è bella ma piccola e costosa; Vulcano è interessante per i fanghi ma un po' trascurata; Alicudi e Filicudi sono per chi cerca l'isolamento totale.
L'aspetto negativo che mi ha deluso è la gestione dei rifiuti. In alcune spiagge, specie a Vulcano e nella parte più turistica di Lipari, ho visto plastica abbandonata e cassonetti straripanti. È un peccato perché il mare è cristallino, ma la pulizia lascia a desiderare in certi punti. Inoltre, a giugno il vento può essere fastidioso, specialmente durante le traversate in aliscafo: capitano giornate con onde che fanno sobbalzare la barca.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una torcia frontale per l'escursione notturna a Stromboli. Molti pensano basti la luce del telefono, ma il sentiero è polveroso e ripido, e avere le mani libere è fondamentale. E poi al ritorno, dopo la discesa, ci si ferma a mangiare una granita al pistacchio da una gelateria vicino al porto, ma solo quella con il bancone bianco e blu, non le altre. Un dettaglio che fa la differenza.