Recensione

Georgia: Tbilisi e vino tra le montagne del Caucaso

Georgia: Tbilisi e vino tra le montagne del Caucaso

La Georgia è uno dei posti più sottovalutati d'Europa, ma la fama sta crescendo più velocemente della qualità dei servizi. Detto questo, il viaggio vale la pena, ma va preso con le pinze.

PRO:

  • Il vino georgiano è una bomba, ma non quello industriale. Le cantine familiari in Kakheti producono roba che non trovi da nessuna parte. Il qvevri (anfora interrata) dà profumi che sembrano usciti da un'altra era. A Sighnaghi o Telavi si beve per due euro a bottiglia.

  • Tbilisi è una città che vive. Il centro storico è un mischione di architettura fatiscente e locali hipster, ma ha un'anima. I bagni sulfurei di Abanotubani sono una delle poche esperienze turistiche giustamente famose: entri lì e per un'ora non esisti più.
  • CONTRO:

  • L'estate è un inferno a Tbilisi. A giugno 2026 le temperature schizzano sopra i 35°C e l'umidità del fiume ti appiccica addosso. Le strade del centro sono un groviglio di auto e motorini che suonano clacson come se fosse gratis. La movida notturna è vivace, ma camminare di giorno è una sofferenza.

  • Il turismo è già scoppiato in alcune zone. A Stepantsminda (Kazbegi) il monastero della Trinità è circondato da furgoni con musica a palla e selfie stick. La strada militare georgiana è suggestiva, ma le soste obbligate presso i ristoranti turistici ti fanno sentire in una gita scolastica.
  • Budget: medio. Con 60-80 euro al giorno si vive bene, ma voli da Roma non sono economici (Ryanair ha rotte stagionali, compra con largo anticipo). Per muoversi: noleggiare un'auto a Tbilisi è la scelta migliore, le marshrutka (minibus) sono economiche ma scomode e imprevedibili. Per i vinai in Kakheti senza macchina sei perso. Tempo minimo: una settimana, meglio dieci giorni per Tbilisi più Kakheti e un paio di escursioni in montagna.

    Un aspetto negativo: la delusione del vino imbottigliato nei supermercati. Gran parte del vino georgiano esportato è zuccherato e di bassa lega. I locali bevono quello sfuso, e se non vai in cantina non capisci niente.

    Consiglio specifico: invece di fermarti a Sighnaghi tra i turisti, prendi la strada sterrata per il villaggio di Aris, a mezz'ora da Telavi. Lì una famiglia produce un Saperavi naturale che non trovi né in nessuna guida né su Google Maps. Portati una borraccia e soldi contanti: non accettano carte.

    Consigliato per chi cerca un viaggio che mischia città, vino autentico e montagne sceniche, ma con spirito di adattamento. Sconsigliato se non sopporti il caos metropolitano, il caldo umido e devi avere tutto organizzato e confortevole.

    3 Commenti

    per partecipare alla discussione

    Il problema è che ormai anche quelle cantine familiari in Kakheti sono diventate tappe obbligate per i tour organizzati, con prezzi gonfiati e atmosfera finta. I bagni sulfurei? Pieni di turisti che fanno foto, l'esperienza rilassante è un ricordo. Avete capito tutto sbagliato sulla genuinità di quel posto.

    Concordo, ho trovato più genuinità in una cantina sperduta, non quelle da tour.

    la
    lauro_79

    Sì, hai ragione. Quando ci sono stato, ho beccato una cantina gestita da un anziano che parlava solo georgiano e brindava ininterrottamente con un corno da vino. Lì non c'era niente di finto, ma fuori da quel circuito si trova ancora roba vera.