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Chefchaouen: la perla blu del Marocco tra vicoli e artigianato

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Chefchaouen è davvero una perla blu, ma non aspettatevi una cartolina perfetta: il blu è meraviglioso ma anche molto consumato e in alcuni angoli sembra più una vernice scrostata che una tonalità da sogno. Detto questo, è una delle mete più fotogeniche che abbia mai visto – solo che qui non si possono postare foto, quindi vi racconto l'esperienza reale.

Giorno 1: arrivo e primo impatto. Da Milano volo low cost per Tangeri (circa 80 euro andata con Ryanair a giugno/luglio), poi da lí ho preso un taxi condiviso (grand taxi) fino a Chefchaouen, circa 4 ore di serpentina tra le montagne del Rif. Costo sui 15 euro a persona. Arrivato nel pomeriggio, mi sono perso nei vicoli della medina. Il primo impatto è forte: tutto quel blu cobalto, azzurro, turchese, con porte basse e vasi di fiori. Ho cenato da Bab Ssour, un ristorantino sulla piazza centrale: tajine di pollo al limone e olive, 7 euro. Per dormire ho scelto un riad economico in centro (Riad Sofia, 30 euro a notte con colazione). Budget giornaliero medio: 50 euro mangio e dormo, ma si può scendere a 30 con ostelli.

Giorno 2: artigianato e montagna. La mattina ho visitato il mercato dell'artigianato nella piazza Outa el Hammam. Si trovano tappeti berberi, coperte di lana, oggetti in cuoio e ceramiche. Attenzione: i prezzi per i turisti sono gonfiati almeno del 50%, bisogna contrattare con calma e senza fretta. Nel pomeriggio ho fatto l'escursione alle cascate di Akchour, a circa 30 minuti di taxi dal centro (taxi collettivo 2 euro). Il percorso è semplice, ma con il caldo di luglio è tosta: portare almeno due litri d'acqua. La cascata è bella ma non spettacolare, e il sentiero è pieno di venditori ambulanti di tè alla menta (1 euro a bicchiere, ma insistono un po'). Rientro in serata, cena di strada: un panino con kefta e verdure grigliate per 3 euro.

Giorno 3: ultimo giro e partenza. La mattina ho visitato la Kasbah, un piccolo museo con un bel giardino andaluso (ingresso 1 euro). Poi ho girato per i vicoli più laterali, lontano dalla piazza principale: lì il blu è più autentico e meno turistico. Un consiglio specifico che non trovate sulle guide: cercate la scalinata che parte da Rue Tounsi, subito dopo l'ingresso della medina, sulla sinistra. Salendo troverete una piccola porta blu con un'incisione a mano che molti fotografi si perdono. È uno dei punti migliori per vedere la città dall'alto, senza folla. Nel pomeriggio taxi per Tangeri e volo di rientro.

Budget complessivo: medio. Con volo, alloggio in riad economico, pasti, escursioni e souvenir si sta attorno ai 350-400 euro per tre giorni. Economico si può fare con 250 euro (ostello, street food, niente escursioni). Caro? Se prendete un riad di lusso e mangiate sempre al ristorante, salite a 600.

Tempo necessario: 2-3 giorni sono perfetti. Di più rischia di diventare ripetitivo, perché la città è piccola e la sera non c'è molto da fare oltre a passeggiare e bere tè.

Un aspetto negativo: la costante pressione dei venditori ambulanti e dei ragazzi che offrono di fare da guida. A volte è stancante, ma basta un no fermo e cortese e lasciano stare. Inoltre, il blu non è così uniforme come nei rendering di Instagram: ci sono muri scrostati, cavi elettrici a vista e qualche odore di fogna nei vicoli più stretti. Fa parte del fascino, ma meglio saperlo.

3 Commenti

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LU
luxso99

Preferisco un hotel 5 stelle che quattro ore di taxi per vernice scrostata.

Allora in hotel 5 stelle non vedi il vero Marocco, solo una copia igienizzata.

el
ele73

Vero, lì la vernice scrostata ha più valore di un 5 stelle.