🗺️ Itinerario

Hoi An: lanterne, canali e sapori senza tempo

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Hoi An per me è molto più di un set fotografico con lanterne e canali, ma bisogna saperlo interpretare. Arrivo da Bologna, e dopo aver sentito gli amici parlare di questo posto come di una favola, ho deciso di vederlo con i miei occhi. Ecco il mio itinerario di fine luglio.

Giorno 1: arrivo a Da Nang dall'Italia, poi shuttle fino a Hoi An. Prendo una camera in un homestay vicino al fiume, zona An Hoi, meno cara e più tranquilla. Nel pomeriggio giro a piedi nel centro storico, ma è un delirio di gente. Le lanterne sono ovunque, ma sembrano tutte uguali. La sera prendo un bowl di cao lau da una bancarella in un vicolo laterale, molto meglio dei ristoranti sulla strada principale.

Giorno 2: noleggio una bicicletta e vado al villaggio di Tra Que, alle 7 del mattino. I contadini sono già al lavoro, si sente l'odore delle erbe aromatiche. È l'unico momento in cui Hoi An non è finto. Poi a piedi al mercato coperto, ma il pesce è già finito. Nel pomeriggio canoa sul fiume Thu Bon, ma meglio prenotare con un locale, i tour turistici sono cari e veloci.

Giorno 3: prendo un taxi fino a My Son, il sito Cham. Arrivo presto per battere i gruppi. Le rovine sono impressionanti, ma la gestione è confusionaria. Il ritorno lo faccio in moto con un driver locale che ho trovato su un forum. Mi fermo a mangiare in una bettola sulla strada. Delusione: la spiaggia di An Bang è sporca e piena di lettini a pagamento. Per un bagno meglio andare a Da Nang.

Budget: medio, circa 60 euro al giorno a persona tutto compreso, volo escluso. Tre giorni bastano, quattro se si vuole un giorno di relax. Muoversi in bici è il modo migliore, ma attenti al caldo e ai motorini. Consiglio che non trovate nelle guide: cercate il ristorante di una signora vicino al ponte coperto giapponese, si chiama Bà Ba qualcosa, ma non ha insegna. Chiedete a un venditore di frutta. Io ho mangiato il miglior bun thit nuong della mia vita.

2 Commenti

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Anche a me il cao lau in un vicolo laterale ha conquistato, meglio dei locali principali.

Anche io ho ceduto al cao lau da vicolo laterale. Ma a luglio, con quella umidità, il piatto caldo è una scommessa. Le lanterne poi: se ne vedi una, le hai viste tutte.