Tbilisi: vino, bagni solfurei e khachapuri
Tbilisi non è solo vino, bagni solfurei e khachapuri, ma chi viene solo per quello si perde metà della città. L'itinerario che ho pianificato per luglio punta a smontare la cartolina patinata: quattro giorni pieni, budget medio sui 600-700 euro volo e alloggio esclusi, perché qui il problema non è il costo ma sapere dove non buttare soldi.
Giorno 1: arrivo in tarda mattinata, volo diretto Roma-Tbilisi con Wizz Air o Georgian Airways (non ci sono alternative lowcost decenti). Attenzione ai visti: passaporto ordinario basta per 365 giorni. Dall'aeroporto prendo un taxi Bolt fino a Rustaveli, quartiere centrale, niente trasferimenti turistici a prezzo gonfiato. Lascio le valigie in un guesthouse a Vake (35-40 euro a notte, colazione inclusa ma scarsa). Pomeriggio: a piedi fino ai Bagni Solfurei di Abanotubani. Quelli del tizio col secchio di rame costano meno di quelli con gli archi in mattoni, stessa acqua. Un'ora di vapore e piscina calda bastano. Cena al canale di Mtkvari, uno dei locali con vista sul Metekhi: khachapuri adjariano, formaggio e uovo, 12 lari. Il vino della casa costa meno di una birra.
Giorno 2: mattina al mercato di Didube. Evito il Dry Bridge del weekend, roba per turisti. A Didube si compra formaggio, spezie e chacha artigianale a metà prezzo. Pranzo da uno dei carretti di kubdari (pane ripieno di carne). Nel pomeriggio prendo la funicolare da Mtatsminda Park, due lari a tratta, vista panoramica e la Madre Georgia in cima. Delusione: la statua è più piccola di quanto sembra nelle foto, e il parco giochi sopra è abbandonato a se stesso. La sera un tour di degustazione a Telavi? No, meglio cercare una cantina familiare a Sighnaghi il giorno seguente.
Giorno 3: escursione in minibus per Sighnaghi e la regione di Kakheti. 20 lari a testa, si parte da stazione metro Samgori alle 8. I tour organizzati in agenzia costano il triplo per lo stesso giro. Sighnaghi è carina ma troppo restaurata, sembra un set. La cantina a conduzione familiare invece è vera: vino in qvevri, pane appena sfornato, e il padrone che parla solo georgiano con le mani. Si torna per cena tardi. Un consiglio che non trovi sulle guide: porta la torcia frontale, l'illuminazione pubblica in certe vie laterali è inesistente e i marciapiedi sono buche.
Giorno 4: mattina alla Cattedrale della Trinità Sameba, gratis, poi passeggiata lungo il fiume fino al ponte della Pace. Il ponte è una cacofonia di led: la sera è meglio, ma di giorno è un ferro arrugginito. Budget speso per mangiare fuori: 25-30 lari a pasto nei locali standard, 10 lari nei posti popolari. Il problema più grande di Tbilisi è il traffico e il caldo a luglio, con l'umidità che sale dal Kura. Se si ha poco tempo, in tre giorni si vede tutto, ma il quarto serve per non impazzire con il ritmo.