Lima: ceviche, traffico e disuguaglianza
Lima è esattamente questo: ceviche eccellente, traffico da incubo e disuguaglianze che si vedono a ogni angolo. Il budget per un soggiorno medio a luglio 2026 si aggira intorno a 70-100 euro al giorno per vitto e alloggio in zone come San Isidro, ma scende a 40-50 se si evita la bolla turistica e si mangia nei mercati popolari. Per arrivare, l’aeroporto Jorge Chávez ha collegamenti diretti dall’Europa e dagli Stati Uniti; muoversi in città è un inferno perché il sistema di metropolitana è ridicolmente limitato e Uber è il male minore rispetto ai taxi truffaldini che aspettano fuori dai terminal. Servono almeno quattro o cinque giorni per avere un quadro decente della città, ma non illudetevi di conoscerla in tre. La delusione più grande? Miraflores, che spacciano per il cuore di Lima ma è una Disneyland per ricchi con skyline di grattacieli e supermercati bio: la vera anima sporca e vera della capitale è altrove, nei mercati di Surquillo o nel centro storico che però dopo le sei di sera diventa una zona da evitare. Un consiglio che non trovate sui blog patinati: per un ceviche autentico, lasciate perdere i ristoranti di La Mar e andate al mercato di Villa María del Triunfo, un quartiere popolare dove il pesce arriva la mattina presto dalla costa e si mangia con le mani su tavoli di plastica per sei soles; si spende un decimo, ma niente Instagram e niente aria condizionata.