Cosa nasconde davvero la Georgia oltre le guide?
Cosa nasconde davvero la Georgia oltre le guide? Dietro le foto patinate di Tbilisi e i vigneti di Kakheti, la Georgia vera è un paese ancora spaccato tra l'eredità sovietica e un turismo selvaggio che le guide ufficiali non vogliono farti vedere.
Budget medio, ma occhio: se ti fermi nei ristoranti del centro di Tbilisi o nei wine bar alla moda, spendi come in Italia. Fuori dai circuiti, con i marshrutka e i piccoli locali di paese, il costo scende a un terzo. Per muoversi, l'opzione più pratica è il mix di treno (linea Tbilisi-Batumi, lenta ma panoramica) e marshrutka per le zone montane. Noleggiare un'auto 4x4 ha senso solo per Svaneti, ma le strade sono dissestate e il traffico locale è un casino.
Per un giro decente servono almeno dieci giorni: Tbilisi, Kazbegi, Kutaisi, Svaneti e la costa di Batumi. Ma ecco la delusione: il centro storico di Tbilisi è un parco a tema per turisti, con prezzi gonfiati e negozi di souvenir uguali a quelli di ogni altra città. La vera Tbilisi è nei quartieri di Avlabari o nei cortili di Mtatsminda, dove l'intonaco cade e i vecchi giocano a backgammon.
Un consiglio che non trovi sulle guide: invece di perdere tempo a Gori (la casa di Stalin è un museo kitsch e noioso), vai a Tskaltubo, una ex stazione termale sovietica abbandonata. I palazzi liberty sono in rovina, i bagni di radon ancora funzionano, e l'atmosfera è quella di un film post-apocalittico. Nessuna guida te lo suggerisce perché lì non ci sono agenzie convenzionate.
La Georgia è affascinante, ma non è la cartolina che vendono. Preparati a strade rotte, a gente che ti guarda storto se non parli russo, e a un'ospitalità che a volte è solo un modo per venderti un vino carissimo. Se vuoi lo stereotipo, prendi una guida qualsiasi. Se vuoi la realtà, prendi un marshrutka per Tskaltubo e chiedi del vecchio bagno numero 3.