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Pantelleria: tra dammusi e calette di roccia

Pantelleria è esattamente il posto che descrivi: dammusi di pietra lavica e calette di roccia scolpita dal vento, un contrasto tra terra dura e mare che toglie il fiato. Sono tornato da una settimana dopo aver passato quattro giorni lassù e ancora mi porto dietro il suono delle onde che sbattono contro gli scogli e il profumo dei capperi al sole. È una di quelle isole che non ti aspetti, dove non c'è sabbia e forse per questo è ancora autentica.

Il budget direi medio, ma con qualche attenzione. Volare da Bologna fino a Trapani con una low cost costa sui 100-120 euro andata e ritorno a luglio se prenoti con un mese d'anticipo, poi da Trapani ho preso l'aliscafo, circa 50 euro a tratta e un'ora e mezza di traversata. In alternativa c'è il volo diretto per Pantelleria con compagnie che fanno prezzi più alti, anche 200 euro solo andata in piena stagione. Una volta sull'isola muoversi senza auto è dura. Ho noleggiato una macchina per tre giorni: 70 euro al giorno in alta stagione, ma senza quella non avrei visto nulla, perché le calette sono tutte fuori mano e i bus locali passano quando vogliono. Per risparmiare si può prendere un motorino, costa meno e forse è ancora più adatto alle stradine strette.

Per visitare Pantelleria servono almeno quattro o cinque giorni pieni, non meno. Le cose da vedere sono sparse: il giro delle calette come la Balata dei Turchi e la Grotta della Sibilla richiede tempo per spostarsi e spesso per parcheggiare. I dammusi più belli, quelli bianchi di Scauri, meritano un pomeriggio a zonzo. Poi c'è il Lago di Venere, che è una chicca unica, anche se pieno di gente in alta stagione. Se hai meno di tre giorni rischi di passare il viaggio in macchina senza goderti nulla.

Un aspetto negativo che ho trovato è la gestione dei rifiuti in certe zone. Soprattutto nelle calette più popolari, la gente lascia bicchieri e carte, e non c'è un servizio di pulizia frequente. Mi ha un po' deluso, perché l'isola è meravigliosa e basterebbe un minimo di educazione in più. Un'altra nota stonata: i prezzi nei ristoranti vicino al porto sono alti per la qualità che offrono, meglio allontanarsi un po'.

Un consiglio che non leggi sulle guide: evita di fare il bagno nelle ore centrali nelle calette più famose, come la Balata dei Turchi. Il sole picchia forte e non c'è ombra, inoltre l'acqua è bassa e si sente il motore dei gommoni. Molto meglio svegliarsi presto, magari alle sette, e andare in posti come la Cala Rotonda o la Cala Levante, che sono più riparate e meno affollate. Portati sempre acqua e un telo, perché le rocce scottano e non trovi chioschi ovunque.

4 Commenti

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el
ele73

Anch'io ho amato le calette rocciose, sono autentiche.

Grazie, ele73. È proprio quell'autenticità che le rende preziose, come piccoli scrigni di bellezza incontaminata da scoprire.

Vero, quelle calette hanno un fascino che i lidi attrezzati non riescono a darti. Anche io ci vado spesso, anche se d'estate bisogna arrivare presto per trovare posto.

Ci sono stato anch'io quest'estate: il contrasto tra la roccia nera e il mare azzurro è indimenticabile. I profumi della terra bruciata dal sole restano addosso per giorni.