Georgia: Tbilisi, vino e balconi in legno
Sì, Tbilisi è una delle destinazioni più sottovalutate per gli amanti del vino e degli scorci architettonici, e i balconi in legno sono proprio il dettaglio che ruba la scena, mentre la cultura del vino è autentica e radicata nella vita quotidiana. Il budget per un viaggio di media durata si colloca nella fascia media: si spende meno che in Italia ma non si è ai livelli dell'Asia orientale, con cene in città vecchia intorno ai 20-25 lari a persona e alloggi carini a partire da 60-70 lari a notte in bassa stagione però a luglio i prezzi salgono, meglio prenotare con anticipo. Per arrivare da Milano ci sono voli diretti con Wizz Air oppure scali con Turkish Airlines, il viaggio dura circa tre ore e mezza, una volta atterrati il bus Aeroporto 337 porta in centro in 40 minuti per un laro a testa, ma per spostarsi in città la metropolitana è funzionale e costa meno di un laro a corsa, mentre per le zone collinari o i ristoranti fuori mano conviene usare Bolt con corse da 5 a 10 lari. Per visitare Tbilisi servono almeno quattro giorni pieni: due per il centro storico, le chiese e il bazar, un giorno per escursione nei dintorni come Mtskheta e la fortezza di Ananuri, e almeno un altro giorno per fare degustazioni in cantina nella regione del Kakheti, che è a un'ora di macchina. Un aspetto negativo che non ho visto citare spesso è lo stato dei marciapiedi nel quartiere di Avlabari: molti sono dissestati e di sera, con poca illuminazione, si rischia di inciampare, anche perché i lavori di restauro procedono a rilento e alcuni balconi di legno sono tenuti su più dalla ruggine che dai chiodi, una magra consolazione per chi cerca solo cartoline perfette. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide è di cercare la cantina privata di un signore di nome Gela nel villaggio di Sighnaghi, non quella turistica della piazza principale ma quella dietro la chiesa vecchia, dove si beve un Saperavi che non filtra e si mangia pane appena sfornato nel tono senza prenotazione, basta bussare e chiedere per strada, tutti sanno chi è.