Marocco: Fez, medina e concerie millenarie
Fez, medina e concerie millenarie: se si cerca un’esperienza autentica e caotica, questa è la destinazione giusta. Il budget si aggira sul medio-economico: a luglio 2026 i voli da Milano per Fes-Saïss li ho trovati a poco più di cento euro andata e ritorno con compagnie low cost, poi una volta lì i costi sono bassi, tranne per qualche ristorante turistico nella medina. Per arrivare in città dall’aeroporto si prende un taxi collettivo o il bus navetta; dentro Fez ci si muove quasi sempre a piedi, perché la medina è un labirinto di vicoli dove non entrano le macchine. Per visitarla bene servono almeno tre giorni: uno per perdersi nei suk, uno per le concerie e le madrase storiche, e un altro per uscire dalle mura e vedere la città nuova o le tombe merinidi. L’aspetto negativo più evidente sono le concerie: sì, sono millenarie e affascinanti, ma la puzza delle vasche di concia è fortissima, e i ragazzini che ti accompagnano sui terrazzi pretendono una mancia esagerata anche solo per indicarti la strada. L’esperienza rischia di diventare una trappola per turisti se non si è preparati. Un consiglio che non troverete sulle guide: andare alle concerie la mattina presto, poco dopo l’alba, prima che arrivino i gruppi organizzati; in quel momento i conciatori lavorano davvero, c’è meno calca e i venditori di tappeti sono ancora chiusi. Inoltre, per vedere il panorama dall’alto, invece di pagare un’entrata in un negozio qualsiasi, si può entrare in una delle terrazze dei palazzi dismessi vicino a Place Seffarine – basta chiedere a un anziano del quartiere, spesso aprono gratis. Per il resto, la medina di Fez è pura vita: odori di spezie, asini carichi di merce, artigiani che battono il rame. Attenzione solo ai finti guide che si offrono di accompagnarvi gratis per poi chiedere soldi: meglio rifiutare cortesemente e seguire le mappe mentali o un’app offline. Se si ha poco tempo, si può concentrare tutto in due giorni, ma si perde il bello di scoprire angoli nascosti senza fretta.