Meteore, monasteri sospesi tra cielo e terra
Ci sono stato la settimana scorsa e posso confermare che il soprannome "monasteri sospesi tra cielo e terra" è più che meritato. Non c'è altra sensazione simile a guardare quelle guglie di roccia che si alzano all'improvviso dalla pianura della Tessaglia, con i monasteri incastrati sulla sommità come nidi d'aquila. Il contrasto tra il verde della valle e il grigio delle pietre, il silenzio rotto solo dal vento, e poi quel senso di vertigine quando si sale a piedi lungo i gradini scavati nella roccia: è un'esperienza che resta dentro.
Per quanto riguarda il budget, direi medio. Un volo per Atene può costare sui 100-150 euro a tratta se prenoti con un po' di anticipo. Da lì ho preso un treno per Kalambaka, il paese ai piedi delle Meteore, circa 30 euro a tratta. L'ingresso a ogni monastero è 3 euro, e ce ne sono sei aperti al pubblico. Kalambaka offre alloggi per tutte le tasche: io ho speso 60 euro a notte in una camera doppia in un B&B fuori dal centro, ma si trova anche a meno. Per muovermi ho noleggiato uno scooter per 35 euro al giorno, soluzione comoda perché le salite sono ripide e il bus locale non è frequentissimo. In alternativa si possono usare i taxi o il bus turistico, ma lo scooter dà più libertà.
Quanto tempo serve? Almeno due giorni pieni. Con uno si riesce a vedere forse tre monasteri, ma di corsa e col caldo di luglio è massacrante. Io ho dedicato il primo giorno ai monasteri più accessibili, come il Grande Meteora e Varlaam, e il secondo a quelli più isolati, tipo San Nicola Anapavsas e Roussanou. Un aspetto negativo che ho trovato è la folla: anche in un giorno feriale, intorno alle dieci del mattino i parcheggi sono pieni di pullman turistici e le code all'ingresso possono superare i venti minuti. Inoltre il caldo è opprimente, non c'è ombra lungo i sentieri e la salita al monastero di Santo Stefano, per esempio, è una rampa di gradini esposta al sole. Un'altra delusione? Alcuni monasteri sono più piccoli di quanto ci si aspetta, e la visita interna dura poco perché le sale sono ridotte e spesso affollate.
Un consiglio che non si trova sulle guide: invece di iniziare dal monastero più famoso, il Grande Meteora, che è anche il più gettonato, meglio partire prestissimo da quello di San Nicola Anapavsas. È il primo che si incontra salendo da Kalambaka, ed è il meno frequentato. Arrivando alle 8 del mattino, quando apre, ho avuto l'intero complesso quasi per me. Inoltre, da lì parte un sentiero poco segnato che sale verso la roccia dietro il monastero: in venti minuti si arriva a un punto panoramico che pochi conoscono, da cui si vedono tutti e sei i monasteri allineati in lontananza. Portatevi una borraccia e scarpe da trekking, anche se la passeggiata non è lunga.