Salvador de Bahia: ritmi, colori e storia viva
Salvador de Bahia è un colpo in faccia, nel senso positivo e in quello negativo. Non è una città che lascia indifferenti. Il giudizio netto è che merita un viaggio, ma solo se si è pronti a gestire il caos e la fatica.
PRO: Primo, la cultura si vive per strada. Non serve entrare in un museo per sentire la storia afro-brasiliana; basta sedersi a Largo do Pelourinho quando parte un gruppo di capoeira o si sente il tamburo del candomblè. Secondo, il cibo è un argomento a sé. L'Acarajé delle baianas non è una attrazione turistica, è una esperienza che ti resta in bocca, con quel gambero secco e la pasta di fagioli.
CONTRO: La sicurezza è un problema reale. Nel centro storico si viene avvicinati in continuazione da persone che cercano di vendere o offrire indicazioni per poi chiedere soldi. Non è possibile gironzolare senza pensare a borsa e cellulare. Il caldo è quel che è, ma l'umidità di luglio ti appiccica la pelle e rende ogni camminata una sfida.
Il budget è medio. Il volo da Bari con scalo a Lisbona ti porta via sui 700-800 euro. Alloggi a Santo Antônio Além do Carmo costa 50-60 euro a notte per una pousada decente, ma ha il vantaggio di stare fuori dal caos del Pelourinho. Si muove con Uber, costa poco e si trova sempre, ma il traffico è un incubo. Bus municipali da evitare la sera. Tempo: tre giorni per il centro storico, la basilica del Bonfim e il Mercado Modelo. Per le spiagge di Praia do Forte o Morro de São Paulo ci vuole una settimana. Una delusione: la Baía de Todos os Santos è magnifica ma l'acqua del porto è troppo inquinata per nuotare. Non fatevi ingannare dalle foto delle guide. Consiglio che non si trova su quelle: andate al mercato di São Joaquim la mattina presto, non per comprare, ma per vedere il vero viavai dei pescatori e della gente che fa la spesa. Non c'è nulla di turistico, è pura autenticità.
Consigliato per chi ama l'arte di strada e non si scoraggia davanti a un po' di disagio. Sconsigliato se si cerca un viaggio rilassante e senza pensieri, o se si ha paura di sporcarsi le mani.