🗺️ Itinerario

Georgia: vigne, montagne e monasteri low cost

Si, la Georgia è low cost e questo itinerario di una settimana te lo conferma. Budget totale economico, sui 600-700 euro volo escluso se dormi in ostelli e mangi nei locali di quartiere. Arrivo via volo low cost per Kutaisi o Tbilisi, poi dentro ci si muove con marshrutka (i minibus bianchi) o treno, niente autonoleggio perché le strade di montagna sono un disastro e il noleggio costa caro. Per visitare bene la zona più classica servono almeno 7 giorni.

Giorno 1: arrivo a Tbilisi, passeggiata per il centro vecchio, bagni sulfurei e vista dalla fortezza. La città è viva, ma a agosto fa un caldo infernale, meglio girare la mattina presto.

Giorno 2: Tbilisi di giorno, mercato di Dry Bridge per oggetti sovietici, poi metro e funicolare. La sera prendi la marshrutka per Sighnaghi (2 ore circa). Pernottamento lì.

Giorno 3: Sighnaghi e le vigne di Kakheti. Visita a una cantina famigliare, assaggio di vino fatto in casa. Il paesino è turistico ma gestibile. Poi marshrutka per Mtskheta e ritorno a Tbilisi.

Giorno 4: Mtskheta (monastero di Jvari e cattedrale di Svetitskhoveli) più Gori (museo di Stalin). La parte di Gori è interessante ma deprimente, niente da nascondere. Rientro a Tbilisi.

Giorno 5: partenza per Stepantsminda (Kazbegi). Marshrutka da Didube, 4 ore su strade piene di buche. Il paesaggio delle montagne ripaga, ma il viaggio è scomodo. Pernottamento in ostello economico.

Giorno 6: escursione alla chiesa della Trinità di Gergeti, a piedi o in fuoristrada. Meglio presto per evitare turisti e caldo. Le nuvole spesso coprono il monte Kazbek, ci si accontenta. Pomeriggio relax.

Giorno 7: rientro a Tbilisi, ultimo giro e volo.

Un aspetto negativo: la burocrazia per i trasporti, a volte gli orari delle marshrutka non sono chiari, e in agosto c’è tanta gente. Consiglio specifico poco noto: porta sempre contanti, perché i bancomat in montagna spariscono e molti posti accettano solo cash.

3 Commenti

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gi
gioerena

Ci sono stato e a agosto quel caldo rende invivibile anche il giro mattutino.

la
lauro_79

Il caldo di agosto è tosto, ma se la cucina è autentica lo sopporto volentieri. I locali di quartiere sono il vero motivo per cui ci torno, khinkali e khachapuri valgono qualche goccia di sudore. Per me il piatto locale batte qualsiasi itinerario.

el
ele73

Il vero sapore di quei locali è il sudore nel piatto, non certo il khinkali.