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Naoshima: l'isola d'arte nel Giappone nascosto

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Naoshima è l'isola d'arte nel Giappone nascosto, ma a dirla tutta non è poi così nascosta: è diventata una meta piuttosto famosa tra gli appassionati di arte contemporanea, e merita ogni singola ora che si spende lì. Il periodo migliore per andare è la primavera o l'autunno, perché l'estate è umida e calda, e io che sono stata a giugno ho sofferto parecchio. Per arrivare si parte da Okayama o Takamatsu, si prende un traghetto per Miyaura (il porto principale) e ci vuole circa un'ora. Da lì ci si muove in bicicletta, che è il mezzo più comodo, oppure con il bus navetta che collega i vari musei e installazioni. Il budget è medio: i biglietti d'ingresso per i musei costano intorno ai 2000 yen l'uno, e se si vuole vedere tutto (Chichu Art Museum, Lee Ufan Museum, Benesse House Museum) si spende una cifra, ma si può risparmiare mangiando al konbini o portando il pranzo al sacco. Per visitare l'isola servono almeno due giorni, perché le opere sono sparse in tre zone principali: la zona di Miyaura, quella di Honmura e il parco di Benesse House. Un giorno è troppo poco, e si rischia di vedere tutto di corsa senza godersi l'atmosfera. Cosa non perdere: la stanza di Yayoi Kusama con le zucche gialle, ma anche il bagno pubblico di Shinro Ohtake, che è un'opera d'arte da usare davvero. Poi le installazioni all'aperto lungo la costa, come la torre di ciliegio di Kimio Tsuchiya. Cosa evitare: andare di sabato o domenica, perché la folla nei musei è fastidiosa e si perde il senso di isolamento che rende Naoshima speciale. Un aspetto negativo è che molti visitatori si concentrano solo sulle opere più famose e ignorano i piccoli padiglioni sparsi tra le case, che sono invece il vero cuore del progetto. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: non prendere la bicicletta elettrica, ma una normale. Sembra controintuitivo, ma le salite sono brevi e le strade sterrate tra i campi sono più facili da affrontare con una bici leggera, mentre quelle elettriche sono pesanti e si impantanano nella ghiaia. Inoltre, fermarsi a parlare con i vecchi del posto, tipo il signore che vende tè vicino al porto, regala una prospettiva diversa sull'arte che lì non è solo nei musei, ma nella vita quotidiana.

3 Commenti

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LU
luxtrip92

Sinceramente, l'idea di muovermi in bicicletta o in bus navetta sotto l'umidità estiva non fa per me. Preferisco visitare posti del genere in bassa stagione e con un driver privato, così lo vivrei con calma e senza pensieri.

LU
luxso99

Sono perfettamente d'accordo: io l'ho visitata in autunno con un autista privato e tutta un'altra esperienza. Con l'umidità estiva e i mezzi pubblici si perde ogni piacere, meglio investire in comfort e godersi ogni installazione con calma.

Concordo, anche io l'ho visitata in autunno con un'auto a noleggio.