Hoi An: lanterne e sartorie, è ancora autentica?
No, non è più autentica da un pezzo, e chi dice il contrario o non ci è mai stato o vende pacchetti turistici. Hoi An è diventata un set fotografico a cielo aperto, con migliaia di turisti che ogni sera invadono le strade per immortalare le lanterne colorate, mentre le sartorie, un tempo fiore all'occhiello, sono ormai catene di montaggio dove la qualità è un terno al lotto. Il budget per una visita di tre giorni è medio-alto per gli standard vietnamiti: una stanza decente nel centro storico costa dai 40 ai 70 euro a notte, i pasti nei ristoranti turistici partono da 10 euro, e i vestiti su misura variano dai 20 ai 60 euro, ma spesso il tessuto è scadente e la vestibilità approssimativa. Per arrivare, si atterra a Da Nang e si prende un taxi o un bus navetta per circa 45 minuti; il taxi costa sui 20 euro, il bus molto meno. Muoversi in città è semplice: a piedi per il centro, noleggio bicicletta a 2 euro al giorno per i sobborghi, ma attenzione ai motorini che sfrecciano nei vicoli. Per visitare il centro storico, An Bang Beach e un paio di villaggi circostanti servono almeno 2-3 giorni, ma se si vuole anche My Son o le isole, si arriva a 4-5.
Un aspetto negativo è la folla opprimente in agosto, con code per ogni ponte e prezzi gonfiati nel mercato notturno. Le sartorie sono una delusione: ho provato a farmi fare un vestito, ma dopo tre prove il risultato era peggiore di un abito già pronto. I venditori sono insistenti e il rumore delle macchine da cucire copre ogni altra atmosfera. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: saltate le strade principali dopo il tramonto e andate al mercato di Tra Que Village, a 2 chilometri dal centro. Lì si mangia cibo locale autentico senza file o sovrapprezzi, e si respira ancora la vita vera, tra orti e bancarelle. Portate contanti perché non accettano carte. Inoltre, evitate le lezioni di cucina organizzate in centro, sono tutte pacchettizzate per turisti; piuttosto, fermatevi a parlare con le signore che vendono pho nei vicoli secondari al mattino presto. Hoi An conserva ancora angoli di fascino, come il mercato del pesce all'alba o una passeggiata lungo il fiume Thu Bon quando le lanterne si spengono alle 23, ma bisogna cercarli con pazienza. La città si è venduta al turismo di massa, e ogni angolo è studiato per lo scatto perfetto: se si cerca autenticità, è meglio andare a Hue o nei villaggi dell'entroterra. Non aspettatevi l'Hoi An dei racconti di dieci anni fa, perché non esiste più. L'unico elemento ancora genuino è il cibo di strada, ma bisogna allontanarsi dalle zone turistiche per trovarlo. In definitiva, Hoi An è una cartolina ben confezionata, ma per chi vuole vedere oltre, ci sono ancora frammenti di verità, nascosti tra le orde di turisti.