Saint-Tropez: yacht, spiagge e vita mondana
Saint-Tropez: yacht, spiagge e vita mondana.
Saint-Tropez è esattamente ciò che promette nel titolo: yacht ovunque, spiagge da cartolina e una vita mondana che non dorme mai. Ma chi pensa che basti arrivare con un paio di sandali e un sorriso si sbaglia di grosso. Qui il budget è decisamente caro: una cena media in un ristorante sul porto supera i 100 euro a testa, e se vuoi anche solo un lettino sulla spiaggia di Pampelonne, preparati a lasciare almeno 80 euro al giorno. Per chi cerca il lusso, è perfetto; per chi spera di cavarsela con poco, meglio cambiare meta.
Arrivare dall'Italia non è immediato. Da Milano ho preso un volo per Nizza (un'ora scarsi), e poi da lì un transfer in auto noleggiata – ho speso circa 200 euro due giorni, ma se si viaggia in luglio-agosto il traffico è infernale. In alternativa c'è il treno fino a Saint-Raphaël e poi il taxi, ma perde tempo. Muoversi a Saint-Tropez è semplice a piedi in centro, ma per le spiagge serve un'auto o il taxi-boat. Io ho noleggiato uno scooter, più agile e meno caro, ma attenzione ai parcheggi: a agosto sono un incubo.
Quanto tempo serve? Per un assaggio bastano tre giorni: primo giorno per il porto e il vecchio villaggio, secondo per una spiaggia (consiglio Club 55 anche se è snob, ma l'atmosfera è unica), terzo per un giro in barca o una cena in locali come Le Sénéquier. Ma se si vuole davvero vivere la mondanità, meglio una settimana, perché le serate si accendono tardi e c'è sempre un after da qualche parte.
Un aspetto negativo? La folla. A metà agosto è un carnevale di selfie, code ai ristoranti e rumore fino alle tre di notte. E poi l'acqua del mare non è sempre cristallina: in alcune calette vicine al porto ci sono meduse e alghe. Una delusione per chi sogna trasparenze da brochure.
Consiglio che non troverete sulle guide: non andate alla spiaggia di Ramatuelle il sabato pomeriggio. Sembra un parcheggio umano. Invece, la domenica mattina presto – tipo le 7:30 – è deserta, l'acqua è piatta e si vede il fondale. Portatevi una maschera e una bottiglia d'acqua, niente altro. Per il resto, a Saint-Tropez si spende e si ostenta, ma se si sa giocare con gli orari, si scopre anche un lato autentico. Certo, non è per tutti: io ci torno, ma solo fuori stagione.